Fine dell’individualismo?

Tutto il mondo, inteso come insieme dei governi, delle attività produttive e di tutti i cittadini, è a conoscenza della crisi finanziaria internazionale.
Evidentemente le ripercussioni economiche saranno visibili a breve (se si potesse dire, direi: “a molto breve”), non appena comincerà il ciclo della recessione.
La gente dovrebbe cominciare ad effettuare meno acquisti, probabilmente chiuderanno alcune aziende, sia piccole, che medie, magari anche un paio grandi. Si genererebbe un circolo di riduzione acquisti-chiusure-riduzione acquisti e così via fino al termine della crisi. Successivamente ricomincerebbero ad apparire i vecchi imprenditori ancora in possesso di capitali, che acquisteranno case e servizi a basso prezzo, subito dopo i primi nuovi imprenditori si inventeranno nuovi settori produttivi e commerciali e, così, ricomincerebbe il ciclo economico.
Fin qui d’accordo, tutto a posto. Le ripercussioni economiche si conoscono (memori delle crisi economiche già passate). Ci sarà qualcuno che sarà licenziato per venir riassunto in “tempi migliori”, ci sarà chi verrà licenziato e basta. Il mercato del lavoro, che oggi tutti dicono essere nero, tornerà a fiorire lentamente e ci saranno nuovi posti per tutti in un nuovo boom economico. Si dovrà decidere se inseguire questo boom, che non sarà più con le regole che conosciamo, bisognerà essere in grado di cambiare lavoro e mentalità anche nell’arco di pochi mesi. Rapidità, sempre maggiore, sempre più incrementata dalle nuove tecnologie e dai nuovi ritmi di vita che si verranno a creare.
Penso che l’Europa potrebbe continuare ad essere protagonista nell’economia, se gli USA ne uscissero troppo male, ma non basterebbe più la mentalità imprenditoriale ed organizzativa limitata ai soli confini regionali o nazionali. In caso di mancata leadership degli USA, infatti, c’è il “dragone orientale” alle porte, che sbuffa sempre più fuoco e fiamme e sempre con maggior insistenza e forza.
Un’ancora di salvezza potrebbe derivare, in qualche maniera, da internet, che la sua bolla economica l’ha già bell’e vissuta tempo fa. L’importante, però, sarebbe l’inventiva, in quel caso, poiché la saturazione dei settori, come già detto nel post precedente, porta al collasso e, invece che arricchire pochi, impoverisce tutti.

Al di là del fattore economico ed economico-sociale, però, vi è il lato prettamente sociale della questione, che è quello legato ai consumi, agli usi, alle abitudini date per assunte e pensate come diritto dagli anni ’60 in poi.
Sono convinto, infatti, che la maggior parte della popolazione italiana sia stata convinta di vivere in pieno boom economico, almeno, fino a quando il TG di turno non ha esordito con il solito titolo allarmista (che stavolta un po’ ha allarmato davvero): crisi finanziaria, crollano gli Stati Uniti.
Penso che chi continuerà a vivere al di sopra delle proprie possibilità avrà poche possibilità di “sopravvivere” (economicamente parlando) all’inevitabile tracollo a cui andrebbe incontro.
Molti che non sanno fare sacrifici per guadagnarsi qualcosa, si troveranno in certa difficoltà, ma superato il primo scoglio di cambio di mentalità (coloro che ce la faranno) potrebbero riuscire a non perdere né guadagnare nulla.
I pochi che, finora, hanno saputo fare sacrifici si troveranno di fronte ad una scelta: rischiare tutti i sacrifici fatti fino a quel momento e, magari, puntare sul cavallo sbagliato, o continuare come prima?
Tra chi rischierà il tutto per tutto, chi sceglierà il cavallo vincente si eleverà dalla propria posizione sociale, gli altri resteranno dove sono ora.

A questo punto, sono convinto, sarà scomparsa quell’aura di menefreghimo e superiorità che caratterizza e contraddistingue molti. L’idolatria del corpo, la rincorsa all’effimero e al superfluo, in un parola: l’individualismo.
L’individualismo, finalmente, scemerà perché, da sempre, gli uomini si sono aiutati nei momenti di difficoltà e hanno saputo andare al nocciolo e all’essenza delle cose.
Ed è proprio in momenti di crisi che ciò si rivela.
Non aumenteranno i valori delle statistiche alla voce “volontariato”, anzi, potrebbero diminuire, ma l’aiuto reciproco, tra persone in difficoltà, aumenterà.

Dovrei proprio smetterla di pensare, ‘mo mi sono improvvisato pure Nostradamus… sto toccando il delirio.

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3 Pensieri su &Idquo;Fine dell’individualismo?

  1. Non avranno più fame,né avranno più sete,né li colpirà il sole,né arsura di sorta,perché l\’Agnello che sta in mezzo al tronosarà il loro pastoree li guiderà alle fonti delle acque della vita.E Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi.
     

    …Con quale coraggio vuoi minacciare la mia collezione di smalti per unghie?!
     
     
    C.,L\’Apua Sibilla
     

  2. Spogliatevi!
    Pentitevi!
    Rimettetevi all\’Altissimo!
    Confessate i vostri peccati e purificatevi, ché la Fine è vicina!
     
    …Fabri, dove hai messo il mio frustino di cilicio?

  3. "Il vero individualismo è quello che permette la creazione della vera società". Sinceramente questa sa un po\’ di Ratzingerata:P … e conosci la stima che ho per quell\’uomo… potrei essere d\’accordo su alcune cose (la necessità di cambiare le regole del "gioco" finanziario) ma abbiamo decisamente un concetto di "individualismo" del tutto diverso.
     
    Per come la penso io, spero che inizi; non che finisca.

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