“Venghino siore e siori!!!”

Immaginiamo di essere in un luna park.
Meglio ancora: immaginiamo di essere a una di quelle fiere ambulanti di fine ‘800, inizi ‘900.
Ovviamente, data l’epoca, possiamo tranquillamente “vedere” le nostre immagini mentali in bianco e nero oppure con quei colori pastellosi antecedenti il technicolor.
La nostra immagine mentale non deve essere nitida, deve vedersi un po’ la grana della pellicola ed i frame per secondo devono essere rigorosamente al di sotto dei 27 (limite delle vhs).

Per chi vuole costruirsi un’immagine mentale in bianco e nero, ma non ha riferimenti da prendere come esempio, consiglio di andarsi a guardare l’inizio de “Il Fantasma dell’Opera”, il film del musical di Andrew Lloyd Webber diretto da Joel Schumacher. Ecco, le prime immagini in bianco e nero, dal recitato iniziale fino alle prime battute dell’ouverture, vanno benissimo… vabbe’, capito, metto l’esempio direttamente qui – la versione inglese del film e pure del titolo (pertanto overture al posto di ouverture -_-) – se amate il genere, godetevela, a me piace molto:

— UPDATE 28/10/2011 —

Per colpa delle decisioni SIAE il video embeddato è stato sostituito col suo link a youtube: http://www.youtube.com/watch?v=DpmURNb449o

— END UPDATE —

Per chi, invece, desidera costruirsi un’immagine a colori, rimando alla tipologia “Mary Poppins”. Per il tipo di fiera, si può pensare alla corsa dei cavalli e alla caccia alla volpe. Non ccredo ci sia bisogno di immagini prese da film, vero?
Vabbe’, mettiamo anche un pezzo di “Mary Poppins” per par condicio; metto una parte classicissima del film, alla fine della corsa coi cavalli

— UPDATE 28/10/2011 —

Per colpa delle decisioni SIAE il video embeddato è stato sostituito col suo link a youtube: http://www.youtube.com/watch?v=RqkWUVCBnIY

— END UPDATE —

Ora abbiamo in mente la nostra tipologia i immagine, dobbiamo soltanto ambientarla.
Come riferimento dobbiamo prendere una festa di paese: un tipico borgo, come ne abbiamo visti tanti.
Magari di quelli che hanno un paio di piazze importanti, una per le festività religiose e l’altra per le feste di paese più “pagane”.
Portiamoci in questa seconda piazza, dalla forma irregolare (sicuramente più irregolare rispetto alla bella piazza antistante la chiesa principale) in cui si immettono un paio di vie grosse e alcune viuzze più piccole, alcune minuscole.
Ad un lato della piazza c’è una sorta di palchetto (l’attrazione principale, poiché si svolgono lo spettacolo serale, lo spettacolo delle marionette e, alla domenica sera, si estrae il biglietto vincente, non si sa bene di cosa, ma si sa che ce n’è uno) e per le strade ci sono bancarelle di vario tipo, saltimbanchi, acrobati, suonatori, organettisti con l’animaletto ammaestrato che sa ballare a tempo.
Prendiamo la via più piccola che si diparte dalla piazza. Qui solo un paio di bancarelle, quasi a chiudere la festa, però ci sono diverse persone, adulti e bambini, che prendono questa viuzza.
Nonostante la fiera sia alle nostre spalle, sentiamo della musica e del vociare diffuso.
In breve ci troviamo davanti ad una giostra. Quelle vecchie, in legno.
Trionfano in un girotondo apparentemente infinito dei cavalli: perfetti, ordinati, disciplinati, con sfarzose bardature e con portamento elegante.
Ad un certo punto la musica rallenta, come quando si scarica la carica del giradischi a manovella. L’incantesimo pare spezzarsi poiché la giostra si ferma.
Solo vociare di bambini.
Esce da un’apertura della colonna centrale un signore distinto, con i capelli tagliati bene, brillantinati e con due baffetti sottili e lunghi, che fanno la puntina in fondo.
Di poco più lunghi di quello che sarebbe la norma.
Di poco più basso di quello che sarebbe la norma.
Di poco più grasso di quello che sarebbe la norma per quella statura.
Di poco più vecchio rispetto all’età media.

Insomma una persona come le altre, ma “un poco di più” come le altre.

Fa scendere gli ultimi due pargoli rimasti sulla giostra e si rivolge agli astanti con voce squillante, ferma, gioiosa, cantilenante:

“Venghino siore e siori
Portino i loro bambini
Tra poco si ricomincia

Altro giro altra corsa”

E la magia ricomincia…

Bene, ora che abbiamo visualizzato tutto ciò… “Altro giro altra corsa”… tutto questo per dire che: ho aperto un secondo blog.

😀

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