#Accessibilità online: what else? – parte 1

PREFAZIONE

Il post sarà suddiviso in più parti in quanto potrebbe diventare lungo.

Provvederò ad updatare ogni post di questa serie di volta in volta aggiungendo i link agli altri.

Lo sfrutto, inoltre, per inaugurare una categoria che nerdizzerà il mio blog: “In provincia di HTML”. Questa sezione conterrà tutto quanto mi andrà di scrivere su una parte di quello che considero “il mio mondo”: HTML; CSS; JavaScript. La restante parte (linguaggi dinamici, database ecc.) non so se entrerà mai qui… chi lo sa?

Accessibilità online: what else?

Altre che Nespresso, qua ci vogliono almeno due o tre tazzine di accessibilità online al giorno.

Parlo avendo l’estrema fortuna di non avere bisogno di strumenti aggiuntivi per navigare online, per scrivere sul mio pc o per leggere quanto scritto su un monitor (né necessità analoghe nel “modo reale” – qualcuno, prima o poi, mi dirà perché “reale”: internet non è reale??? Vabbe’…)

Senza divagare, però, torniamo all’argomento base: due o tre tazzine di accessibilità al giorno fanno bene. Lo sostengono anche i medici.

Un sito fatto interamente in flash è figo, funzionale, bellissimo ed attrae tantissimo. Vero.

Peccato, però, che generalmente pesi tanto (in KB/MB), non venga “letto” dai motori di ricerca (a meno di usare particolari accorgimenti) e, a meno dell’utilizzo degli stessi accorgimenti di cui poc’anzi, non viene letto nemmeno dalle persone con determinate disabilità.

Un sito realizzato esclusivamente a tabelle è semplice e rapido da fare per chi non capisce un’acca di HTML ed altrettanto semplice e rapido per un webmaster che, si spera, di HTML ne capisce un po’ di più. Vero.

Peccato, però, che un dato tabulare è una cosa, l’uso delle tabelle come rappresentazione di dati (che con delle tabelle non hanno nulla a che vedere) è altro. Semantica, signori miei! Semantica! Continuiamo, poi, a non considerare le persone che, magari, non ci vedono e ti sfido io a capire che cavolo di contenuti ha una pagina quando il sito è fatto con <table> <tr> e <td> avendo a disposizione soltanto uno strumento che, all’atto pratico, legge e traduce a parole il codice…

Accessibilità: questa sconosciuta

In termini concreti, però, cos’è l’accessibilità?

Un contenuto è accessibile quando può essere usato da qualcuno con una disabilità

(trad. di html.it da http://www.w3.org/TR/WCAG10/)

In termini ancora più semplici: hai un contenuto? Chiunque dev’essere in grado di usarlo.

Perché chiunque se nel documento del WCAG 1.0 parlano di disabilità? Per un motivo abbastanza semplice e lapalissiano: chi non è disabile non è costretto a vincoli come un disabile, pertanto la condizione di disabilità è restrittiva rispetto al problema. Se vengono assolti i vincoli di accessibilità ai contenuti legati alla disabilità, in quanto condizione restrittiva, vengono automaticamente assolti i vincoli meno stringenti dati dalla condizione di “normalità” (mi venga passato il termine).

Anche solo da questa fase possiamo già evincere un primo set di vantaggi:

  1. Maggior uguaglianza: non esistono limiti dettati dalla condizione fisica di una persona per fruire dei contenuti
  2. Vantaggi sociali: essendoci meno diseguaglianze il tessuto sociale ed i rapporti interpersonali ne guadagnano
  3. Efficacia della comunicazione: il messaggio che fai passare sul tuo sito è potenzialmente percepito da un numero più ampio di utenti che lo visitano (invece di poter essere consultato da 99 visitatori su 100, perché uno non riesce ad usufruire del contenuto, può essere usato da 100/100 dei visitatori)

— continua —

Parte 2

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Parte 4

Parte 5

Parte 6

Parte 7

Accessibilità online

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11 Pensieri su &Idquo;#Accessibilità online: what else? – parte 1

  1. Pingback: Tweets that mention #Accessibilità online: what else? – parte 1 « sipronunciaaigor -- Topsy.com

    • Arriverò sul discorso dei browser pian pianino diluendolo nei prossimi post.
      Comunque resta innegabile il fatto che sia parte della mission di Mozzilla 🙂

      Mi ricorderò di sottolinearlo 😉

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