#Accessibilità online: what else? – parte 4

SEO, SEM e motori di ricerca

SEO, SEM, SERP… sono termini che molti già conoscono, in ogni caso non sono altro che acronimi che hanno sempre a che fare con il posizionamento delle pagine internet sui motori di ricerca.

Come è chiaro che debba essere, quali sono i motori di ricerca su cui maggiormente un sito vuole apparire? Ovviamente i più usati e diffusi (Google, Yahoo! e Bing in primis).

Il come finire in un motore di ricerca e come salire in graduatoria non sono questioni che tratterò in questi post sull’accessibiilità  (un giorno, chissà, ne farò qualcuno specifico sui suddetti argomenti), però voglio spiegare perché è meglio fare un sito accessibile per questi fini.

Come ho spiegato nei post precedenti l’accessibilità ha tanti vantaggi sociali, umani, tecnici e così via. Fossero solo lì i vantaggi, però, sarebbero, di fatto, marginali o addirittura inutili dal punto di vista di un’azienda. Non è per cinismo – sono il primo a realizzare da anni siti accessibili – è per una mera constatazione dei fatti e della realtà: perché io (azienda) devo spendere il doppio, il triplo, una volta e mezzo… il prezzo di un sito per averlo accessbilie? Che ritorno ho?

Ok un ritorno di immagine perché perché l’azienda è vicina alle problematiche sociali: l’accessibilità non è una cosa “che si vede”, pertanto gli utenti privi di disabilità non riescono a cogliere questo aspetto sociale, quindi il ritorno di immagine non giustificherebbe l’investimento.

Un ritorno in numero di utenti a cui arriva l’esatta comunicazione: 1%? 2%? Qualcosina in più? Troppo pochi anche qui per convincere una società ad investire in accessibilità.

Un buon (ottimo) motivo, però, per cui un’azienda ha convenienza ad investire in accessibilità è dato dal fatto che, se accompagnato da un buon lavoro di SEM/SEO , l’accessibilità concorre a migliorare la scansione  e l’indicizzazione del sito.

Per essere precisi non è l’accessiblità in sè, bensì ciò che porta all’accessibilità: il codice ed i contenuti.

Questi infatti, come ricordato nei post precedenti riguardanti la semantica del codice e la semantica dei contenuti, rispettano regole standard di struttura che, guarda caso, sono molto vicine a quelle richieste da un motore di ricerca per intrufolarsi per bene a cercare nel sito. E se scrivo dei contenuti buoni, il motore di ricerca indicizza meglio i contenuti e porta a risultati più attinenti in fase di ricerca.

Che ritorno ha l’azienda che punta sull’accessibilità, a questo punto? Un ritorno intangibile nell’immediato, ma che sul medio termine (3/6 mesi) dà i suoi frutti. Il costo di una campagna pubblicitaria online, infatti, può diventare esoso (molto più di un sito accessibile) ed il ritorno non è per nulla scontato in quanto, online, la gente si fida del passaparola, di ciò che BigG gli sbatte lì come primo risultato, di quello che Bing propone come sito interessante o di quell’immagine rappresentativa data da Yahoo! a seguito di una ricerca.

I metodi di comunicazione tradizionali, qualcun(a) mi dice, non sono più molto validi…

Il fatto di posizionarsi nella prima pagina di Google è ciò a cui tutti ambiscono e, maggiormente, la prima posizione (che riceve circa il 40/50% dei click per una data stringa di ricerca). Ora: l’accessibilità, come il SEO e come tutte le tecniche varie, non sono il miracolo fatto realtà per cui anche se cerco “pterodattilo” finisco sul tuo sito che produce scope di saggina… semplicemente potrebbe essere che invece di dover cercare “Milowa” per finire sul mio sito, posso cercare “Web Agency” e trovarmelo in prima pagina… (se ci provate, come detto poco fa, non troverete Milowa – ahimé – però la trovate cliccandoci… ok, ok… la smetto con la pubblicità subdola 🙂 ).

Riprendendo un attimo le fila del discorso, concludo aggiungendo che l’accessibilità, per un’azienda, è sì un costo maggiore durante le prime fasi del progetto, però rende il progetto stesso più facilmente manutenibile da parte degli sviluppatori, pertanto riduce i costi di gestione  e manutenzione del lungo periodo.

Come si è potuto notare, quindi, un sito accessibile è di nuovo conveniente in quanto:

  1. offre maggiori possibilità di un buon posizionamento sui motori di ricerca
  2. riduce i costi di manutenzione e gestione sul lungo periodo

— continua —

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Accessibilità online

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