#Accessibilità online: what else? – parte 6

Tecnologie assistive

Anzitutto: cosa sono le tecnologie assistive? Sono tutti quegli strumenti tecnologici (altrimenti perché tecnologie…?) che aiutano un disabile nelle varie attività. Ovviamente, per quello che riguarda noi, focalizzeremo sulle attività legate ad un computer.

Per quello che ho potuto vedere io (come sempre attendo eventuali aggiunte), questi strumenti mirano, perlopiù, agevolare chi è affetto da disabilità motorie o fisiche. V iriporto un po’ di esempi.

Basti pensare a chi non può usare braccia o mani: come fa ad usare un pc che come configurazione (ormai standard) ha tastiera e mouse come interfaccia? Beh, il problema non è da nulla…

Molti ricorderanno il “caso Welby“. Al di là di tutto quanto di personale, politico, morale, etico, religioso o quelchesivuole, guardiamo l’aspetto tecnico/tecnologico: Welby era in grado di comunicare benché privo dell’uso di mani, braccia, bocca ecc… come? Potendo muovere gli occhi egli guardava una grossa tastiera disegnata sul monitor. Delle videocamere rilevavano il movimento degli occhi e inviavano un input al pc corrispondente alla lettera fissata con lo sguardo. Sotto, poi, apparivano via via le parole da poter usare, una sorta di T9 avanzato (un po’ come molti cellulari di oggi dove vengono suggerite le parole man mano che vengono scritte). A quel punto Welby poteva selezionare una delle parole o un’altra lettera. Il programma, poi, consentiva il salvataggio di frasi più usate o “frasi rapide”. Essendo un testo, poi, il pc può farne potenzialmente quel che se ne vuole: comunicarlo con un sintetizzatore vocale, salvare il documento, impostarlo come indirizzo internet… insomma: c’è un testo sul pc, e tanto basta.

Pensando a situazioni meno estreme, comunque, possiamo trovare mouse da bocca (in base a come viene mosso con le labbra ed al soffio viene mosso il mouse sul monitor), tastiere grandi 2/4 volte più di una tastiera normale (sia per agevolare gli ipovedenti, sia per coloro che, non avendo dita o mani, faticano a premere i tasti piccoli), delle sorte di grossi trackpad oppure ancora dei mouse da usare coi piedi (per chi, senza mani, fatica ad usare i mouse).

I dispositivi esistenti sono innumerevoli ed hanno tutti impostazioni personalizzabili (sensibilità, velocità ecc…)

Come già precedentemente portato ad esempio, esistono disabilità visive (come l’ipovisione) che non consentono un uso semplice del pc (il motivo per cui tutti i browser attuali prevedono una funzione di zoom è dato dal fatto che non tutti gradiscono i caratteri da 8/10px che necessitano di microscopio per essere letti, indipendentemente dal fatto di essere disabili…).

Per chi ha problemi di vista, oltre agli accorgimenti tecnici di cui già ho trattato, esistono programmi apposta che leggono i contenuti e li ripropongono attraverso un programma di sintetizzazione vocale. Vi posso assicurare che le prime volte non è per niente facile capire le pagine internet, anzi… A proposito di questo: chi programma per internet si ricordi che esistono (e vengono usati…) i browser testuali, il più famoso è Lynx…

Ci sono, inoltre, tutti quei software di riconoscimento vocale (alcuni addirittura preinstallati – sia Windows 7 che Ubuntu ne hanno) per impartire comandi vocali al pc, piuttosto che per dettargli i testi.

Alla luce di quanto emerso, i creatori di contenuti, i designer ed i programmatori di siti internet e, più in generale, di applicazioni oline, dovrebbero pensare anche ai mezzi con cui verranno fruite le proprie creazioni senza dare per scontato che tutti usino tastiera, mouse, monitor o sistema di visualizzazione “standard“.

Infine voglio nuovamente sottolineare come tutte queste tecnologie aiutano il processo di integrazione e riducono parte di quei fattori che, spesso, aumentano il senso di diversità, cercando di dare a chiunque le stesse possibilità espressive.

— continua —

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Accessibilità online

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