Dimissioni: come scriverle? (#scrivere #dimissioni)

Una parte delicata dell’iter è sicuramente legata alle dimissioni (nel caso in cui si lavori).

Il fattore dimissioni è delicato in quanto “se hai un lavoro durante la crisi…” diciamo che, mediamente, te lo tieni. Vero, non posso negarlo. La decisione di dimettermi, infatti, è stata ponderata a lungo ed mi sono sentito profondamente dibattuto.

Nel momento in cui, però, si decide… bon! Via… si parte (cercando di avere meno remore possibili).

Il primo passo, se si è dipendenti, è quindi quello di dare le dimissioni. Cosa ci vorrà mai? Niente: due righe e sei a posto, no?

Bene, appena aperto Word vieni improvvisamente colto dalla sindrome da foglio bianco e da una serie di dubbi e ripensamenti. Si cerca su internet e si trovano tanti suggerimenti e modelli. Personalmente ho voluto evitare qualcosa di “scritto da altri”, non è da me.

Prima di qualunque “mossa” informarsi più e più volte, fugando ogni dubbio, circa i tempi e le modalità previste dal proprio contratto.

A questo punto: cosa scrivere?

Al fine di non sottostare a penalizzazioni e per evitare malintesi ho scritto una lettera formale con intestatario (nome, cognome, indirizzo ed eventuale matricola in possesso dell’ufficio gestione risorse umane), destinatari (indirizzo del luogo di lavoro, ufficio gestione risorse umane e, per conoscenza, il proprio responsabile).

Come oggetto ho scelto la dicitura:”cessazione del rapporto di lavoro”.

Il corpo della lettera è stato simile al seguente:

Luogo, data

Con la presente intendo rassegnare le mie dimissioni, rispettando i termini previsti dal contratto di lavoro sottoscritto, a decorrere dal giorno gg mese aaaa considerando come ultimo giorno di lavoro [il giorno precedente a quello indicato poco prima] p.v.

Ringraziando porgo distinti saluti

Nome Cognome

Esplicitando sia la data da cui non ci si recherà più al lavoro, sia l’ultimo giorno in cui effettivamente ci si presenterà in ufficio, si evitano possibili incomprensioni o fraintendimenti.

Personalmente ho preferito parlare (anticipando a voce l’intenzione di dimettermi) con il mio responsabile e con un altro referente prima di rassegnare le dimissioni cartacee in quanto tendo a privilegiare i rapporti umani (molto meno freddi di una lettera formale).

A questo punto si preparano le 3 copie per:

  1. Ufficio Gestione Risorse Umane
  2. Responsabile
  3. Il dimissionario (me stesso)

e le si consegnano.

Attenzione ad avere una copia in ricevuta o per accettazione.

Il processo di dimissioni, così, comincia. Un paio di giorni dopo mi è arrivata la lettera firmata dal direttore che, sostanzialmente, accettava le dimissioni.

Le date indicate nella lettera di dimissioni sono valide se, durante il periodo di preavviso, non si prendono vacanze: se dai 15 giorni di preavviso, devi fare, o prima o poi, quei 15 giorni…

L’avventura, così, comincia 🙂

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3 Pensieri su &Idquo;Dimissioni: come scriverle? (#scrivere #dimissioni)

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