Come aprire una partita IVA? – parte 1: il commercialista (#iva #partitaiva #commercialista)

Passata la prima difficoltà, ovvero come scrivere le dimissioni, ci si trova di fronte al secondo enorme ostacolo: la partita IVA.

Ci sono diverse modalità per mettersi in proprio: regimi minimi; partita IVA agevolata; partita IVA… e sicuramente non li ho capiti nemmeno al 50%.

Data la difficoltà sono ricorso ad un commercialista (fondamentale agli inizi, o quantomeno, così mi hanno detto tutti quanti e, col senno del poi, confermo).

Ho cercato di farmi un’idea di cosa fossero e in cosa differissero le diverse modalità di partita iva prima di andare dal commecialista. Lo consiglio vivamente perché, una volta lì, si va abbastanza in pallone ed in mezz’ora/un’ora è difficile riuscire a mettere insieme tutto (soprattutto le perplessità).

Le informazioni le ho reperite al 99% da internet cercando “regimi minimi“, “partita iva“, “partita iva agevolata” e chiavi simili ed affini su Google e su Bing. Un po’ di informazioni (per fare qualche esempio), le ho prese qui, ovviamente su “Il Sole 24 Ore“, qui, su giorgiotave.it (spesso capito su questo sito e spesso ci sono delle ottime informazioni circa quello che sto cercando), in più un po’ di forum qua e là e su altre decine di siti. La materia è molto molto complessa e mi sono fatto aiutare da mia mamma (ragioniere, quindi sicuramente più ferrata di me).

Dal commercialista mi sono stati dati dei moduli da compilare. Sono simili a quelli dell’UNICO (quello per il pagamento delle tasse). Mille codici fiscali da scrivere e ripetere le stesse informazioni un po’ ovunque. C’è, però, il punto criticissimo: capire in quale ramo si va ad aprire la partita IVA.

La dicitura corretta è “Classificazione dell’Attività Economica” (altrimenti detto Classificazione ATECO). Nei vari giri che avevo fatto su internet o mi era sfuggita o non mi ricordavo la dicitura, quindi fino a dopo l’apertura non ho consultato il sito. Può essere interessante farlo anche solo per farsi un’idea.

Un’indicazione sul proprio tipo di attività economica si può trovare sul sito dell’ISTAT.

Come si può notare la lista è lunga. Molto lunga.

Come dicevo è stato di grande aiuto il commercialista: a botta sicura ha saputo consigliare.

Passata quella mezz’oretta/tre quarti d’ora per un po’ di domande (se conoscete qualcuno che ha bazzicato un po’ nel settore economico, portatevelo dietro: capirà più di voi e saprà che domande fare – magari in un prossimo post vedrò di riassumere un po’ tutte quelle domande che sono venute in mente da chiedere), si va all’agenzia delle entrate, per me la più comoda è stata quella di via Bistolfi.

Dell’agenzia delle entrate ne parlo il un prossimo post.

—UPDATE—

Aprire partita iva – ho pubblicato il secondo post.

—UPDATE 2—

L’ISTAT ha modificato il proprio sito, pertanto le classificazioni ATECO, ora, si trovano al seguente link: http://www.istat.it/it/archivio/17888

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3 Pensieri su &Idquo;Come aprire una partita IVA? – parte 1: il commercialista (#iva #partitaiva #commercialista)

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