Un colpo di scopa e via

Certe volte è sufficiente un colpo di scopa e via.

In un attimo tutto il mondo che ti circonda crolla. Parli, provi a capire, spesso capisci ed altrettanto spesso non capisci, spesso sei capito ed altrettanto spesso non sei capito.

La gioia impiega un momento a trasformarsi in dolore.

I giorni successivi sono un continuo rimuginare, pensare, credere di aver capito, scoprire intuizioni, poi ci ripensi, ma sei ancora perdutamente innamorato e ci ripensi ancora, poi cerchi delle soluzioni più razionali, poi ti vorresti affidare solo al cuore, poi vuoi vedere solo con gli occhi dell’innamorato e poi solo con la razionalità e poi ricominci la trafila e schianti più volte il tuo cuore contro la tua razionalità. E ti fermi e riparti e ti trovi in un vortice da cui da solo non esci.

Per fortuna ci sono gli amici, quelli veri, e altre persone che amiche non sono, sono altro, non più, non meno: altro. E sono.

Loro non ti abbandonano mai, anche quando potrebbero benissimo organizzarsi ore più piacevoli che non stare lì a sentire uno che si lamenta, che arguisce, che si arrabbia, che piange, che è inevitabilmente monotematico, nonostante i tentativi, non sempre riusciti, di spostare l’argomento principe (magari con una strimpellata di chitarra, il suono di una cornamusa, una pipa da fumare assieme anche se non fumi, una birra, una passeggiata, una pizza).

Capisci da solo che gli sforzi affinché quei “ma tutto si sistema” sembrassero solo fatalismo, si sono centuplicati, perché sai che è difficile camuffare a te stesso che ognuno è artefice del proprio destino. Non hai più qualcuno da cercare di sollevare a parole cosicché, pensandolo più tranquillo, anche il peso del tuo agire ti sembri minore e lo possa affrontare con la stessa caparbietà, ma con più serenità. E dire ad alta voce a se stessi “tranquillo, col tempo tutto andrà per il suo verso” non è la stessa cosa.

Poi il pensiero torna lì e non si stacca. Continui ad essere inevitabilmente coinvolto e ci piangi, ci ridi, ci rimugini, ci ripensi, ci speri, ci ripensi, ne parli… ecc.

Non usciranno dal mio cuore i momenti, i viaggi, i profumi, le emozioni, le sensazioni, le carezze… Ognuno di essi resterà nel ricordo come un piacevole ricordo da cui non mi potrò staccare ed ognuno dei giorni vissuti sarà una moneta d’oro nel mio piccolo grande forziere che racchiude gelosamente il tesoro dell’esperienza. Una bella fetta di vita passata a raccogliere queste monete d’oro; una fetta di vita che mai demonizzerò, valorizzando quanto di bello c’è stato e senza mai screditare alcunché di questo periodo.

Poi arriva il giorno in cui sai come ricomporre i pezzi del puzzle, uno di quelli belli grossi e complessi di cui all’inizio vedevi solo frastagliature e buchi. Ne vedi l’immagine quasi completa e la capisci. E giorno dopo giorno sai sempre più facilmente come posizionare i pezzi mancanti.

Sai. E sai anche che, per l’irrazionale, ignorare è meglio di sapere, ma, sapendo, capisci e te ne fai una ragione, ti imponi di fartela ed alla fine ce la fai (o, quantomeno, così credi) e vedi le cose in un modo differente.

E quando sei arrivato qui… beh, tanto il colpo di scopa era già passato e si era portato via tutto. In un istante.

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3 Pensieri su &Idquo;Un colpo di scopa e via

  1. Ci ho pensato a lungo prima di decidere se pubblicare o meno questo post che, ormai, ha circa un paio di settimane di vita. Gira che ti rigira, ho fatto toccare a questo il fatidico 100 e, sebbene lo volessi, non sono riuscito a modificarlo grandemente in questi giorni benché l’abbia letto e riletto più e più volte e ci abbia passato su parecchio tempo…

  2. mi spiace davvero moltissimo.
    non ti voglio dire “la vita continua”, “chiusa una porta si apre un portone” o stronzate del genere perché tanti anni di emozioni (più e meno belle) non si possono e soprattutto non si devono né dimenticare né buttare. Però il senso di smarrimento, dolore e “confusione” non ti deve bloccare, non deve essere una zavorra, ma deve essere una sfida quotidiana da combattere e perché no anche vincere.
    Come diceva Kobe Bryant in uno spot di qualche anno fa “Se non credi in te stesso, chi ci crederà?”.
    Coraggio, che tu sei molto forte!

  3. «Che cos’è?
    C’è nell’aria qualcosa di freddo che inverno non è.
    Che cos’è?
    Questa sera i bambini per strada non giocano più.
    Non so perché l’allegria degli amici di sempre non mi diverte più;
    uno mi ha detto che…
    Lontano dagli occhi, lontano dal cuore e tu sei lontana, lontana da me.
    Per uno che torna e ti porta una rosa, mille si sono scordati di te.
    Lontano dagli occhi, lontano dal cuore e tu sei lontana, lontana da me.
    Ora so
    che cos’è questo amaro sapore che resta di te.»

    «Se pesco chi un giorno ha detto che il tempo è un gran dottore,
    lo lego a un sasso stretto stretto e poi lo butto in fondo al mare.»

    Un silenzioso dolore e un dolce ricordo ti seguiranno nel tempo, ma tu cammina guardando avanti… o meglio guardandoti intorno cosí «trovi un’altra più bella, che problemi non ha».

    Torna a sognare nuovi sogni, a guardare nuovi occhi, a respirare nuove labbra (anche se quei sogni, quegli occhi, quelle labbra magari saranno gli stessi); tu hai la forza, lo spirito, il carattere per rinascere: vola.

    Con i migliori augùri

    Monmartre Angeloise

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