Con l’IVA al 21% quali prodotti aumentano? #IVA #prodotti #aumento #IVA21

Il fatidico 17 settembre 2011 è arrivato. Da un po’ più di una decina di ore l’aliquota IVA è aumentata al 21%.

Cosa comporta alle mie e alle tue tasche? Quali prodotti aumenteranno e quali resteranno invariati?

Anzitutto ricordo che tutti i prodotti al 20% passano al 21%, in secondo luogo, partendo dal presupposto che preferisco guardare nelle tue di tasche invece che nelle mie (…), riporto un estratto di una tabella del Sole 24 Ore che riassume gli aumenti:

  • Abiti
  • Riparazione e acquisto di automobili
  • Carburante (sì, signori miei… il carburante era al 20 e va al 21… e di questo parlo in chiusura)
  • Elettronica ed elettronica di consumo
  • Liberi professionisti (avvocati, commercialisti, architetti, ingegneri ecc…)
  • Abbonamenti telefono ed abbonamenti pay tv
  • Superalcolici (accidenti)
  • Terreni
  • Tabacco

Per gli assidui lettori di carta stampata: libri e giornali sono al 4%, pertanto non saranno toccati. Attenzione agli assidui “lettori” di carta stampata porno: lì c’era il 20%… e da adesso il 21%.

Non tutti gli alimentari sono esclusi. I divoratori di ostriche, ad esempio, dovranno pagare di più, come i ghiottoni di aragoste ed astici e anche coloro che sono soliti dissetarsi a fontane di alcolici e succhi di frutta.

Visto che siamo un popolo di bottiglie di plastica, l’IVA al 21% aumenta anche sull’acqua minerale (aumento che non mi tocca poiché bevo l’acqua del rubinetto).

Un elenco lunghissimo lo trovate su economia e finanza.

Come detto precedentemente, torno sulla questione “carburante”.

Facciamo un piccolo esempio: diciamo che il diesel oggi costa 1,5 al litro (ok, varia da 1,417 verso Usmate a 1,53/1,57 qui in zona Città Studi). Ammettiamo (anche se è sbagliato) che quell’1% sia su tutta la cifra (quindi pagandola anche sulle accise e quant’altro), dovremmo arrivare verso 1,515 di massima (quindi variazioni tra 1,432 e 1,586). Quanto costerà, invece, in questi giorni?

E l’aumento di cui paventavo ieri, legato all’aumento dell’IVA al 21%, non è così tanto lontano visto che, probabilmente, diranno che le maggiorazioni saranno date dall’incremento dei costi di trasporto, la filiera è lunga, tutti devono lavorare e bla bla bla… ma chi, come me, è a partita IVA, recupererà il proprio 1%.

Da libero professionista dico: peccato che io non possa scaricare tutti i prodotti; ma se non avessi la partita IVA sarei molto, molto, molto più preoccupato e arrabbiato…

p.s.: e ricordo, in tutto ciò, che sono un realista tendente all’ottimismo. A buon intenditor…

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7 Pensieri su &Idquo;Con l’IVA al 21% quali prodotti aumentano? #IVA #prodotti #aumento #IVA21

  1. Ritengo che Lei, come libero professionista, abbia le idee un po’ confuse.
    L’aumento colpisce tutti nei consumi personali della vita quotidiana, partite IVA o non: a meno che Lei non faccia passare tuttii Suoi consumi personali (incisi dall’IVA) come costi inerenti all’attività (non incisi dall’IVA nella generalità dei casi). In questo caso: o Lei evade le imposte, o il Suo commercialista ha un bel da fare nel decidere quali documenti della Sua contabilità siano carta straccia da buttare via….

    • Buongiorno,
      credo di essermi espresso male, o di non essere stato compreso correttamente.
      Quando parlo dell’aumento dell’IVA sono ben conscio del fatto che colpisca tutti i consumi che erano precedentemente al 20%… e né evado, né faccio fare i salti mortali al commercialista (difatti riporto in fodno la seguente frase “peccato che io non possa scaricare tutti i prodotti”).
      Cerco di spiegarmi con più chiarezza:
      essendo io libero profesisonista (con partita IVA e quant’altro ne consegue), ho la possibilità di scaricare il mio bel 21% per gli acquisti legati all’informatica (la mia partita IVA è legata alla mia attività di sviluppo di software e web application).
      Pertanto se io vado ad acquistare un CD scarico tutta l’IVA.
      Se io vado a comprare le ostriche, benché siano al 21, non le scarico. Faccio software, non il ristoratore…
      Quello che sostengo è proprio che questo aumento colpirà in particolar modo chi non è a partita IVA (e, pertanto, dovrà preoccuparsi un po’ di più), appunto perché io, quantomeno, ho la possibilità di scaricare quell’1 in più: non mi cambia proprio nulla nella contabilità.
      Chi non ha la partita IVA si trova, però, tassato di questo 1% in più sulla metà dei propri acquisti quotidiani.
      Per tornare sull’esempio dei CD: se io a partita IVA continuerò a pagare il CD, al netto, 0,60€ (scaricando gli 0,126 di IVA invece degli 0,12), un qualunque altro consumatore lo pagherà 0,60*1,21 (0,726 -> 0,73€) invece di 0,60*1,2 (0,72€).

  2. Pingback: IVA al 21%: domani 17 settembre 2011 prepararsi al cambio #iva #cambio « sipronunciaaigor

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