Voglia di scrivere. Intuire perché e non saperlo/volerlo comunicare. #scrivere #scrittura

Non sono mai stato un gran genio della scrittura né mi sono mai considerato tale – per quanto qualcuno mi abbia piacevolemente sorpreso esprimendo, in occasione di un post su questo blog, il proprio apprezzamento (assolutamente inatteso) riguardo al mio modo di scrivere.

A scuola non mi è mai piaciuto granché sporcare i fogli bianchi a righe ed il rendimento nelle prove scritte di italiano lo ha dimostrato per anni. Unica eccezione è stata la prova di maturità in cui ho preso il massimo (l’unico voto veramente alto in italiano scritto), ma lì il tema lo sentivo mio: riguardava internet e le nuove tecnologie, da redigere in stile “articolo di giornale”. L’unico tema con una votazione maggiore di 7… Tutto mi sarei aspettato alla maturità tranne di prendere il massimo in italiano scritto…

Penso che uno dei motivi per cui adesso mi fa piacere scrivere è perché non sono obbligato a farlo, perché sono io a decidere l’argomento e non mi viene imposto. Può darsi. Dovrei pensarci su più a lungo.

In qualunque caso, scrittore, non lo sono tutt’ora né penso di volerlo diventare. Sono un (arido) informatico che ragiona a botte di causa-effetto, attratto da Aristotele e da Kant, votato per lo più al determinismo e allo scientismo. Invero tutto ciò è leggermente speziato con creatività e dissennatezza (nella ricetta c’era scritto: un pizzico di follia; creatività q.b.).

Inspiegabilmente (forse) in questo periodo ho voglia di farlo. Voglio scrivere, voglio esprimermi, voglio far sapere quel che penso, provo, immagino.

Le ragioni esistono e le intuisco. Sono radicate in fondo al cervello, in quella parte che da credente si chiama anima e da poeta si chiama cuore.

Alcune ragioni sono semplici e lineari, tra le più immediate ci sono sicuramente motivazioni:

  • di natura “economica” (per quanto non guadagni un centesimo da questo blog), nel senso che ho il mio tornaconto affinché il blog venga visto e seguito: lavoro su internet e con internet e devo avere quanta più visibilità possibile e quanta più conoscenza possibile dei principali attori
  • di natura sociale: sono convinto che non potrò salvare il mondo, ma posso pensare di contribuire a farne un posto migliore in cui vivere e sono altrettanto convinto che il dialogo e la conversazione siano delle ottime armi evolutive – nel senso più ampio possibile del termine – e questo è un blog libero, in cui chiunque può esprimere la propria opinione nei commenti (sempre rispettando gli altri)
  • di natura strettamente personale di tipo esibizionista: sono una persona a cui, comunque, piace calcare la scena e a cui piace sapere di essere in qualche maniera considerato e la possibilità di esporsi al mondo ed esserne protagonista visible non mi dispiace assolutamente.

La loro incapacità ad essere spiegate, invece, è una barriera che pongo io. Un vincolo etico/morale dato dall’educazione, dalla società che mi circonda (che chiama l’effetto di tutto ciò “quieto vivere” e “vivere civile“), dal mio credo, dagli amici, dalla famiglia e, soprattutto, dall’analisi che faccio io del mio modo di vedere il mondo.

So perché pongo queste barriere e so di non volerle (né di doverle) dire esplicitamente, per non rompere quell’equilibrio sociale sempre precario e di cui sono costantemente alla ricerca.

So, però, che certe volte, per quanto ti limiti, certe cose passano e le comunichi tra le righe, senza volerlo. Rileggendo alcuni post di anni fa mi accorgo di quanto questi siano pieni di informazioni non scritte. Percezioni intuibili dai più o certezze non scritte, ma estrapolabili da coloro i quali mi conoscono meglio.

Voglio scrivere e non so fino in fondo perché. Forse perché ci sono volte in cui vuoi scrivere, ma non puoi e, come spesso capita, si desidera ciò che non si ha o ciò che non si può o non si deve avere.

E quindi?

I due estremi sono i seguenti: o aspetti e lentamente muori dentro, o rompi lo “schema sociale” e te ne freghi di tutto e di tutti.

Io sono fatto male e sono stato educato peggio: preferisco partire dalla prima opzione, ma piuttosto che morire dentro, prolungo l’agonia, provo a lottare e scrivo di altro. Però scrivo.

… o magari scrivere è solo come il cioccolato…

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Un pensiero su &Idquo;Voglia di scrivere. Intuire perché e non saperlo/volerlo comunicare. #scrivere #scrittura

  1. Tutti scriviamo per motivi personali; esibizionismo vero e proprio. Non dobbiamo avere paura ad ammetterlo. Ogni scrittore, attore. musicista, ballerino etc. lo fa perché vuole comunicare agli altri qualcosa e crede che quella cosa che ha da dire meriti di essere detta ed ascoltata. Chi non ha l’orgoglio (o la presunzione?) di mettersi al centro della scena, è meglio che non lo faccia… che non reciti, non suoni, non scriva un romanzo o un blog.
    E’ presunzione? No… è la natura umana. Continuiamo a scivere e non tradiamo la nostra natura

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