Manovra Monti: rigore, equità e crescita. Dove si annida l’equità? – 1 – #monti #manovra #crisi #italia #pensioni #iva #ici

L’altalenante manovra Monti sembra, a prima vista, una grande incognita su cui i mercati internazionali si stanno scaldando e scannando a suon di altalene di percentuali in borsa, rating e, soprattutto, di spread.

Spread: scarto. Quel termine che nessuno comprende e che quando viene chiamato col termine italiano corrispondente diventa ancora più indecifrabile in quanto di lontano richiamo a materie scientifiche: differenziale.

In inglese il verbo “to spread” vuol dire “aprire” e, continuando su questa linea, chi verrà maggiormente aperto non sarà il divario BTP-Bund, ma il portafoglio di noi italiani (e sono bravo e fine a limitarmi).

Su questi giochetti finanziari (assolutamente avulsi da quello che è l’economia reale) si sta giocando la partita della manovra Monti, ovvero quella manovra messa a punto da banchieri e speculatori finanziari che si trovano adesso a governare l’Italia.

Ricordo, in primis, che la crisi mondiale attuale, che affonda le sue radici nella crisi statunitense del 2008 legata ai mutui sub-prime (tutti avevano la possibilità di accedere al credito indebitandosi oltre le proprie possibilità e regalando, de facto, immobili su immobili alle banche che, ad un certo punto e semplificando grossolanamente, si sono trovate senza soldi e con una valanga di immobili invendibili). Questa è una crisi nata a livello esclusivamente finanziario, prima che economico e, infatti, è pilotata da tutti quei fondi marci che contenevano (e contengono) i debiti pubblici degli stati, le finanziarie gonfiate, i bilanci statali truccati e quant’altro. Quegli stessi fondi che sono stati venduti come “roba buona”, in tutti i sensi. Come la droga, infatti, hanno assuefatto i mercati e li hanno distrutti dall’interno e, cosa ancor più meravigliosa, banche e finanza non riescono pià a farne a meno (tanto da invocare, scioccamente, la creazione e l’emissione di titoli europei – bolle ancora più grandi per nascondere quelle attuali).

Date le dovute premesse, quindi, passo a discutere di questa proto-manovra Monti (che manovra, in realtà, ancora non è in quanto sta scadendo lentamente nel solito teatrino della politica e, secondo me, si allontana sempre più dal tanto agognato ed invocato rigore).

Cominciamo dalla pietosa (e lentissima) conferenza stampa tenuta settimana scorsa (il 5 dicembre) da Monti ed il suo governo dopo che le “misure impressionanti” hanno scandalizzato Angela Merkel. Finalmente anche noi italiani, i diretti interessati, abbiamo avuto il piacere di conoscerle.

Per ognuno dei punti in disaccordo scriverò una mia opinione o scelta alternativa a quella intrapresa giusto per far capire che chiunque potrebbe sforzarsi di fare un po’ meglio di quello che ha partorito la mente di un Sig. Monti laureato in economia, dal momento che aumentare le tasse per fare cassa è una scelta che anche un bambino di 10 anni sarebbe in grado di prendere

Tassazione lineare

Primo punto iniquo di questa riforma votata all’equità: la tassazione sarà sostanzialmente lineare, pertanto la sperata sovratassazione per i redditi sopra gli 80/85000 € (che sarebbe potuta avvenire con l’aumento di 1 o 2 punti percentuali dell’IRPEF) non ci sarà. Tutti pagheranno un po’ di più, per esempio attraverso una tassazione indiretta, a cominciare dai ritocchi alla benzina ed al diesel. Ieri sera ho visto un distributore recante la medesima cifra per entrambi i tipi di carburante. Per chi non lo sapesse ricordo che il processo di raffinazione della benzina è molto più lungo e costoso di quello del diesel (che si attesta ad un grado di raffinazione inferiore). Un altro esempio di tassazione lineare è l’aumento (previsto per settembre del 2012) delle aliquote IVA al 23% e al 11% (alcune fonti dicono il 12%) delle attuali due aliquote IVA, rispettivamente al 21% e al 10%. Per grazia divina pare che il pane ed il latte siano ancora beni primari (anche se, visti i prezzi milanesi, parrebbero più beni di lusso…)

Per quanto riguarda l’incremento delle aliquote IVA mi sono già ampiamente espresso in altri post in cui sostengo che, per rilanciare l’economia attraverso i consumi (e quindi la produzione aziendale, la necessità di manodopera ecc.), non si può pensare di farlo incrementando indirettamente i prezzi, ma cercando di livellarli verso il basso.

Tra l’altro un servizio su RaiNews24 di stamattina (13/12/2011) evidenziava come in Germania, il granitico motore che sta tenendo a galla la bagnarola su cui siamo, si possano dedurre molte più spese dalle tasse (abbassando, pertanto, l’imponibile). Non solo i liberi professionisti, ma anche gli operai della VolksWagen.

Pensioni

Secondo punto iniquo: le pensioni. In molti ne discutono già da tempo e la ministra Fornero ha pure piagnucolato un po’ di lacrime di coccodrillo (rubo a man bassa da dittaturadelpopolo.blogspot.com) pensando a quei poveri pensionati che si troveranno con più di 960/1400€ di pensione che non sarà adeguata all’ISTAT (probabilmente dimenticandosi che tanto, a lei, entrano 10000 e passa euro al mese in tasca per il suo incarico governativo o, magari, ricordandosi del fatto che anche ella è prossima alla pensione, pertanto non potrà riadeguare  le proprie migliaia di euro mensili che le spetteranno). Dal mio punto di vista risulta meraviglioso come si cerchino 4-5 miliardi di euro non riadattando l’ISTAT alle pensioni superiori a 960/1400 (che, obiettivamente, per una pensione superiore a 1200 €/mese è una cifra irrisoria, visto e considerato che 1,5/2% equivalgono a 18/24€ al mese di adeguamento, ma ti fa incazzare come una bestia se consideri che i parlamentari, di loro, non si ridurrebbero nulla) e non, per esempio (tanto per cominciare), eliminando parte delle auto blu italiane che costano, all’anno, circa 2 miliardi di euro (si pensi che in Gran Bretagna spendono 7 milioni di sterline l’anno, meno di 10 milioni di euro…). Non contiamo, inoltre, lo scoramento di chi, dopo 40 anni di lavoro, avendo magari contribuito all’acquisto di una casa per il proprio figlio, si trova di colpo a dover lavorare un ulteriore anno e tutti i piani economici familiari scombinati poiché non ritirerà il TFR quando avrebbe creduto, non avrà il tempo previsto da dedicare, finalmente, ai propri cari ecc.

Ricordo a chiunque, oltretutto, che quelle cifre di cui parlano la Fornero e gli altri professorini e banchierini del quartierino, sono cifre lorde. Tradotto per noi poveri mortali: ci si devono ancora pagare sopra tasse, contributi e quant’altro!

Come poc’anzi asserito, una parte di quei 4 o 5 miliardi di euro previsti dalla manovra Monti (ricordiamo che sono tutte punte di diamante… rettori, professori, BANCHIERI…) sarebbe potuta derivare dal drastico ridimensionamento del privilegio delle auto blu. Andate coi mezzi pubblici (a Milano sono 350€/anno), così capirete anche cosa si può migliorare.

Un esempio ulteriore per racimolare ancora poco più di 150 di milioni di euro all’anno è il dimezzamento dei parlamentari ed il dimezzamento concorrente dello stipendio e dei benefici ai restanti (qualche conto sugli stipendi dei parlamentari lo si trova seguendo il link… diciamo che si potrebbero spendere circa 80 milioni di euro invece di oltre 250 milioni).

E con questi due soli colpi ho già coperto la metà di quanto previsto dalla manovra Monti sulle pensioni… e non faccio arrabbiare più di tanto gli italiani.

Un ultimo punto, a mio avviso praticabile e che, contemporaneamente, rientrerebbe in pieno nel concetto di equità e di sacrificio, è legato ad una constatazione molto semplice e assolutamente simile al modello di pagamento delle tasse: invece di porre un taglio netto rispetto al punto in cui le pensioni vengono adeguate, si potrebbe imporre un adeguamento al valore dell’inflazione fino a 800€ per chiunque, successivamente questa percentuale va a scalare (fino a 0) in base al differenziale tra la pensione percepita ed il limite minimo. Faccio un esempio sperando di semplificare:

  1. inflazione all’1%
  2. tutti hanno l’adeguamento, per i primi 800€, pertanto tutti si trovano 808€/mese
  3. chi guadagna 1000€ avrà diritto ai 808 derivanti dai primi 800€ che compongono la propria pensione e la percentuale di scaglione successivo sui 200€ restanti (diciamo, per esempio, 0.2%)
  4. invece di spendere 1010€ per il pensionato da 1000€, lo stato spenderà 1008,40€
  5. la soglia si abbasserebbe fino a diventare 0 per tutti i pensionati sopra i 1200/1300€ di pensione

In questo modo lo stato effettua comunque una parte del risparmio e garantirebbe, come giusto che sia, l’adeguamento su quella parte che permette a chiunque, almeno teoricamente, di sopravvivere all’inflazione.

ICI

Terzo punto iniquo: l’ICI, che diventerà IMU (imposte che cambiano nome, ma mantengono intatto il gusto amaro). La reintroduzione dell’ICI sulla prima casa porterà nelle casse statali svariati miliardi di euro. Perfetto! Il Sig. Monti, però, non si ferma qui. L’ICI, da sola, è troppo irrisoria. Prima di riprendere in mano le calcolatrici per l’ICI, difatti, si dovranno rivedere al rialzo (del 60%) le rendite catastali. Facendo un paio di conti, una famiglia media, sborserà tra i 600 e i 1000 € in più all’anno solo per questa voce. Nuovamente si colpiscono tutti indistintamente, invece che i “furbetti” che fregano costantemente lo stato e gli altri cittadini.

Ovviamente, essendo il governo Monti un governo di banchieri, hanno pensato che i propri amichetti potessero risentirne delle rendite catastali rivalutate del 60%, pertanto hanno sancito che gli immobili di cui sono proprietarie le banche saranno rivalutati solo del 20% (qualcuno mi dica dov’è l’equità in questa scelta).

Dal mio punto di vista, inoltre, l’ICI (almeno sulla prima casa) o qualunque forma di tassazione similare, dovrebbero essere dichiarate non praticabili per costituzione poiché già tutto è stato pagato di quella casa. Ogni singolo mattone, ogni sacco di cemento ed ogni cavo di rame sono già sottoposti all’IVA. L’allacciamento ai servizi urbani già sono stati pagati. Luce, gas e telefono vengono regolarmente pagati secondo il consumo ecc. Sarebbe come se, una volta acquistata una bici, venisse chiesto un pagamento periodico per il suo usufrutto, cioè: io pago la bici intera e poi pago il noleggio annualmente? Che senso ha? Quali servizi vengono erogati grazie all’ICI? Le strade no (dovrebbero essere coperte dai bolli auto e simili); l’impiantistica idrica ed elettrica no (si pagano già le bollette); la gestione della spazzatura no (si paga già la TARSU); i mezzi pubblici no (pago un biglietto per l’uso) ecc.

Una valida controproposta, secondo me, l’ha avanzata il sindaco di Verona: gli stessi miliardi si sarebbero potuti recuperare con 3 o 4 punti percentuali di incremento sui capitali scudati (al link seguente si trova il video dell’intervista a Tosi su RaiNews24). Ascoltando il video ci si rende anche conto anche di come la manovra si sarebbe potuta finanziare quasi per metà solo con l’incremento della percentuale dei capitali scudati già rientrati (con una decina di punti percentuali si sarebbero incamerati circa 15 miliardi di euro).

Per ora ho già scritto a sufficienza… la prossima volta proseguo sulla presunta equità della manovra Monti.

p.s.: vista l’elevata variabilità dei numeri di questa manovra (che sarebbe dovuta essere rigorosa), alcuni valori potrebbero essere cambiati, o cambiare, rispetto a quelli che ho riportato, per fare un esempio: magari i capitali scudati saranno tassati maggiormente o abolita del tutto la loro tassazione. Ad aggiornamenti più stabili corrisponderanno update a questo post.

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Manovra Monti: rigore, equità e crescita. Dove si annida l’equità? – 2

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10 Pensieri su &Idquo;Manovra Monti: rigore, equità e crescita. Dove si annida l’equità? – 1 – #monti #manovra #crisi #italia #pensioni #iva #ici

  1. Pingback: IVA al 21%: domani 17 settembre 2011 prepararsi al cambio #iva #cambio « sipronunciaaigor

  2. Finalmente un articolo chiaro anche per chi, come me, non ne capisce un’acca di economia!
    Il problema grosso, in qualche modo, è proprio quello che fai capire tu: il divario tra ricchezza e povertà che, lungi dall’assottigliarsi, diventa sempre più iniquo. Purtroppo oggi non basta avere un lavoro fisso (ed è già una fortuna se accade!) per garantirsi una vita dignitosa. Chi ha uno stipendio minimo è automaticamente sotto la soglia di povertà e con poche possibilità di uscirne. E la situazione all’orizzonte sembra ancora più nera…

    • Anzitutto grazie per il commento.
      Quello che spero di riuscire a passare è proprio il fatto che chi andrà a pagare sempre di più, saranno quelle persone che fino a ieri sarebbero state definite “ceto medio-basso”, “ceto medio” e “media borghesia”.
      Ribadisco: trovo fortemente iniquo ampliare il ceto basso e la schiera di poveri attingendo a man bassa dalle tasche del ceto medio, invece che cercare di risollevare la condizione di alcuni prelevando dalle tasche del ceto alto e degli evasori…

  3. Sono d’accordo con la proposta del Sindaco di Verona anzi, senza scandalizzare nessuno, mi sento di rilanciare: perchè non si pensa ad aumentare di altri 25 punti percentuali di incremento che,aggiunti ai 5 precedenti farebbero solo il 30%, come chi vanta un reddito non superiore a 30/35 mila euro ? A questo punto mi verrà detto che ciò è passibile di ricorso da parte di chi si vedrà fatto tale aumento (!!?). Ben venga! Ecco trovata la soluzione per stanare gli evasori. Lo Stato perderà la “causa”, ma annovererà nel portafoglio tassati, anche il nominativo dell’EVASORE che “quella” causa ha vinto. Pichi

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