Liberalizzazione di tassisti, notai e farmacisti: tre spunti interessanti #liberalizzazioni #taxi #notai #farmacisti

Girando qua e là in rete a caccia di informazioni più dettagliate e pratiche sulle liberalizzazioni degli ordini, mi sono imbattuto in alcuni approfondimenti ad opera di Focus.it che sono, a mio avviso, decisamente interessanti per capire che cosa comportano effettivamente le liberalizzazioni. Interessanti, soprattutto, i tre esempi “concreti” su altrettante categorie protette: tassisti, notai e farmacisti.

Come già più volte espresso, mi trovo assolutamente concorde verso forme di liberalizzazione degli ordini (gli albi professionali in primis) e di eliminazione delle tante caste esistenti in Italia, che non fanno altro che renderci un Paese immobile e sottomesso a sciocche minoranze che, però, hanno taciti diritti di veto e possono soverchiare le scelte della maggioranza.

Sempre a proposito di protezione delle caste e di potere di queste, durante il quotidiano collegamento alle 7:34, in diretta, di Caterpillar AM su RaiNews24, ho trovato interessante lo scambio di battute tra i conduttori radio (Ardemagni, Tobagi e Solibello) con cui, tra una risata e l’altra, evidenziavano una sacrosanta, quanto amara, verità inerente proprio alla protezione delle caste esistenti in Italia. A sentire in giro, infatti, non c’è italiano che non voglia le liberalizzazioni, però queste devono colpire le altre categorie perché la propria è particolare/speciale ecc. (i giornalisti che dicono:”Sì alle liberalizzazioni, però l’informazione è una merce differente, non si può liberalizzare come le altre tipologie…”; i farmacisti che sostengono, in pratica, la stessa cosa asserendo che il farmacista, alla fin fine, ha tra le mani della merce che va ad influire sulla salute della popolazione; i tassisti per i propri servizi; i notai perché sennò ci sono le truffe; e avvocati e architetti e ingegneri ecc.).

Torniamo, però, ai nostri tre esempi pratici, approfonditi da Focus, di cui all’inizio del post: tassisti, notai e farmacisti. In questo periodo è un po’ come sparare sulla croce rossa, è vero, ma è altrettanto vero che sono quelli più “in vista” in quanto quelli più bersagliati e quelli di cui più si parla; insomma, si sono infilati in un pessimo circolo vizioso (anche se, più facilmente, li hanno infilati… ricordo che anche i giornalisti sono una casta e pure molto potente).

Riporto parte di quello che si può trovare negli approfondimenti di Focus.

Liberalizzazione tassisti

Partiamo col dire che il servizio, per quanto sia in linea (in alcune città) con le medie europee, non è paragonabile al prezzo (consideriamo pure che il prezzo delle corse è in linea con l’Europa, ma consideriamo anche il fatto che gli stipendi italiani non sono in linea con l’Europa: sono più bassi… e le tasse sono più alte).

Di seguito quelli che Focus evidenzia come effetti positivi e negativi:

Effetti positivi: salta il numero chiuso e per fare il tassista occorrono solo requisiti base (patente, auto, conoscenza della viabilità). Il numero è determinato dal mercato e chi lavora meglio e con più efficienza viene premiato. Ci sono più taxi disponibili a prezzi più bassi, cresce la richiesta e in definitiva c’è più lavoro per tutti.

Effetti negativi: saltano le garanzie per i tassisti di costruirsi una buonuscita grazie al valore della licenza. Occorre quindi prevedere ammortizzatori, come, per esempio, la corresponsione da parte del Comune di un controvalore al tassista che abbandona la professione.

(Fonte: http://www.focus.it/dal-mondo/economia/tassisti-notai-e-farmacisti-pro-e-contro-della-liberalizzazione/liberalizzare-la-professione-del-tassista_PC12.aspx)

Per inciso ricordo che è stato indetto uno sciopero dei tassisti il 23/01/2012.

Liberalizzazione farmacisti

Per quanto riguarda i farmacisti non ho mai approfondito, su questo blog, l’argomento. In linea generale su questa categoria – che aveva senso di essere quando erano i farmacisti a preparare le medicine e non le grandi multinazionali che li hanno resi, di fatto, dei rivenditori autorizzati – si dovrebbero riflettere i soliti vantaggi teorici delle liberalizzazioni, ovvero la diminuzione dei costi della merce/servizio e una più ampia disponibilità degli stessi.

Privilegi corporativi: numero chiuso con accesso tramite esame di Stato. La professione però si può trasmettere per linea familiare. Esiste perfino una legge “dell’embrione del farmacista” secondo la quale, se un farmacista muore prima che nasca suo figlio, già in gestazione, la licenza passa di diritto all’embrione di suo figlio, che può mantenere la gestione dell’esercizio, se acquisisce l’idoneità.

Effetti negativi: al di là dei rischi per i farmacisti, un’eccessiva proliferazione dei punti vendita senza controlli potrebbe esporre il consumatore al rischio di eccedere nel consumo di farmaci, spinto dalla pubblicità o dalla tendenza all’autodiagnosi senza prescrizione medica. Secondo alcuni una diffusione delle farmacie legata a soli criteri di mercato potrebbe portare alla scomparsa di questi esercizi in zone periferiche o in piccoli comuni.

(Fonte: http://www.focus.it/dal-mondo/economia/tassisti-notai-e-farmacisti-pro-e-contro-della-liberalizzazione/liberalizzare-la-professione-del-farmacista_PC12.aspx)

Liberalizzazione notai

Riporto in toto quanto scritto da Focus.it per quanto riguarda la liberalizzazione della professione di notaio.

Privilegi corporativi: numero chiuso con accesso tramite esame di Stato. La selezione però non è seria e la professione tende a passare da padre in figlio, rivelando falle nel sistema di selezione.

Svantaggi: per i cittadini i servizi dei notai hanno alti costi. Nella transazione di una casa, per esempio, sono più del doppio di quelli pagati da un cittadino Usa. Difficile accedere alla professione, se non si ha un parente che già la esercita, e praticantato lungo, con stipendi molto bassi per i tirocinanti.

Come liberalizzare: dovrebbero essere abolite soprattutto le tariffe minime fissate dall’ordine e i criteri di accesso alla professione. Liberalizzazione anche per alcune pratiche che potrebbero essere eseguite anche da commercialisti.

Effetti positivi: il costo delle prestazioni si normalizza, la professione si apre a più professionisti. Molte pratiche diventano libere e ad autocertificazione.

Effetti negativi: riguardano esclusivamente i notai già in attività, che vedrebbero ridursi il loro giro d’affari. Il notaio resterebbe comunque una figura indispensabile per una serie di operazioni, dalle transazioni di immobili alle successioni. Se la liberalizzazione venisse allargata anche a questi ambiti sarebbero infatti alti i rischi di truffe per i cittadini.

(Fonte: http://www.focus.it/dal-mondo/economia/tassisti-notai-e-farmacisti-pro-e-contro-della-liberalizzazione/liberalizzare-la-professione-del-notaio_PC12.aspx)

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2 Pensieri su &Idquo;Liberalizzazione di tassisti, notai e farmacisti: tre spunti interessanti #liberalizzazioni #taxi #notai #farmacisti

  1. Se è vero che una licenza può costare da 120.000 a 240.000 € mi chiedo se non sono ricchi di famiglia quando finiscono di oagare un mutuo guadagnando poco più di 1200 € al mese.
    E se è anche vero che la licenza è per loro una buona uscita quale categoria di lavoratori che guadagna 1200 € mensili gode di simili buonoscite. Sarebbe buona cosa chiarire.
    O (forse) guadagnano molto di più di quanto dichiarano evadendo le tasse?

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