Addio Britannica: la fine di un’era #Britannica #enciclopedia #wikipedia

Spesso si è sentito parlare del fatto che la carta andrà in pensione e prima o poi i libri spariranno. Puntualmente non è mai accaduto (per fortuna).

In questi giorni, però, un passo “storico” è stato compiuto dall’Encyclopaedia Britannica che ha annunciato di non pubblicare più la sua edizione cartacea dopo 244 anni di storia e diverse centinaia di migliaia di Kg di carta stampata in questo quarto di millennio (60Kg per 32 volumi). Vogliono “focalizzarsi su ciò che veramente sarà il futuro“.

L’evoluzione verso la rete dell’enciclopedia era cominciata 3 anni fa quando, sulla scia di Wikipedia (il principale concorrente di tutte le enciclopedie tradizionali), aprì il suo database alla generazione dei contenuti da parte degli utenti. A differenza di Wiki, però, il contenuto veniva controllato e vagliato da esperti di settore per garantire un’elevata qualità.

Un po’ di storia e qualche dato su Encyclopaedia Britannica

(Traggo la maggior parte delle informazioni dal Chicago Tribune)

La parabola discendente di Britannica cominciò con l’uscita di Microsoft Encarta nel 1993: Britannica passò dai 600 milioni di dollari del 1990 a 450 milioni del 1994. Dalle 100 mila copie dei primi anni ’90, con l’avvento di Wikipedia, è poi passata a vendere qualche migliaio di copie alle scuole e alle biblioteche. L’edizione 2010 è stata stampata in 12000 copie di cui 4000 sono ancora invendute. Con l’ascesa di Wikipedia la stessa Microsoft Encarta, ricordo, è stata abbandonata nel 2009. Un declino inesorabile sotto la scure dell’evoluzione tecnologica e comunicativa.

Il problema maggiore, come detto, è che Britannica, come gli altri, deve fare i conti col fatto che Wiki è un’enciclopedia libera e, soprattutto, gratuita (Britannica costa 70$ all’anno ed ha 500.000 sottoscrittori circa) e riceve qualcosa come 86 milioni di visite settimanali dagli Stati Uniti, contro le 455 mila di Britannica.com. Quasi un terzo delle informazioni presenti sulla Britannica, inoltre, sono facilmente (e gratuitamente) reperibili in rete attraverso i motori di ricerca.

C’è da evidenziare il fatto che gli introiti attuali derivanti dalla vendita della versione cartacea, però, sono soltanto dell’1%.

Il futuro di Britannica resta ancora incerto visti gli alti costi per il controllo della qualità degli articoli (costi inesistenti per Wikipedia) e per i costi di magazzino (magazzini tutt’ora esistenti e contenenti copie delle enciclopedie fisiche).

Una nuova sfida, dunque, attende Britannica ed è riassumibile nelle parole del suo presidente Cauz:

It just makes sense, the same way that it made sense to go from three volumes to 10 volumes to 32 volumes. It just makes sense for us to take full advantage of the new technology.

Semplicemente è sensato, lo stesso percorso che rese sensato passare da 3 volumi, a 10 a 32 volumi. Semplicemente è sensato sfruttare appieno le nuove tecnologie.

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