Governo Monti: i tagli alla ricerca #Monti #governo #Hack #ricerca #ricercatori

Leggo Leggo. Nel senso che la mattina, recandomi a piedi dal mio cliente, prendo davanti ad uno dei Bar subito dopo P.zza Leonardo Da Vinci il giornale gratuito Leggo e do una rapida occhiata ai titoli. Se qualcosa mi interessa, approfondisco.

Oggi mi ha colpito un trafiletto nella spalla sinistra in prima pagina che titolava così:

Margherita Hack “Paradossale il taglio dei fondi alla ricerca”

Fonte: Leggo – The social press – mercoledì 04/04/2012 – ed. Milano

Ricerca scientifica - Compound microscope John Cuff - 1750 - tratta da Wikipedia

Ricerca scientifica - Compound microscope John Cuff - 1750 - tratta da Wikipedia

La mia espressione è dev’essere stata qualcosa a metà tra queste due: ?_? e O_O.

Cavoli! Mi ero lasciato sfuggire così, come se nulla fosse, una parte importantissima di una manovra di un Paese? Sì. Dopo aver iniziato il nuovo lavoro mi sono perso per strada alcuni pezzi e sto facendo un po’ di fatica a stare dietro al blog con l’intensità di prima (sto ancora cercando di risistemare i miei tempi nella giornata).

Comunque, tornando al discorso principale sui tagli alla ricerca del governo del sig. Monti… su Leggo ho letto l’intervista a Margherita Hack (una tra i firmatari a favore dell’abolizione del valore legale del titolo di studio – IMHO santa donna, in quanto anch’io ho sempre sostenuto la cosa, ma ne parlerò un’altra volta).

Margherita Hack evidenzia nella sua intervista il paradosso legato al fatto che un governo di professori stia cercando di ridurre i fondi alla ricerca.

Nel 2007, infatti, venne creato un fondo per i giovani ricercatori (ovvero sotto i 40 anni… in Italia il concetto di “giovane” è sempre un po’ particolare) . Questo fondo prevedeva lo stanziamento di 500000€ (cinquecentomila euro) per ognuno dei 100 progetti di ricerca vincitori del bando. Progetti che venivano valutati, a loro volta, da una commissione composta da membri al di sotto dei 40 anni (giovani anch’essi :)?).

La cricca governativa del novello salvatore della patria, il sig. Monti, con il cosiddetto decreto legge semplificazioni, semplifica decisamente molto (troppo) la situazione. Come risparmiare (anche) sulla ricerca? Tra tutte le pensate la più semplice è stata: togliamola. Per l’esattezza: tagliamola.

In maniera molto semlpice i fondi per i ricercatori, sopra descritti, vengono aboliti. Puff! Non ci sono più.

I tagli alla ricerca, dunque, si abbattono pesantemente sul sistema scolastico/universitario anche con un governo che dovrebbe avere a cuore maggiormente questo argomento in quanto formato da persone (teoricamente) competenti e, soprattutto, facenti parte dell’ambiente accademico e che, facendone parte, dovrebbero essere sufficientemente consci dell’importanza di limitare la cosiddetta fuga dei cervelli e, anzi, dovrebbe capire quanto sarebbe importante riuscire ad invertire la tendenza e diventare polo di attrazione per i giovani ricercatori stranieri.

Indipendentemente dal discorso del taglio dei fondi alla ricerca, vorrei mettere in luce un’altra giusta aserzione che la Hack sottolinea nell’intervista:

[…] da noi prima dei 45 anni si è considerati giovanissimi; all’estero i ricercatori hanno posizioni di responsabilità prima dei 40 e sono pagati meglio. A perderci è l’Italia. […]

Fonte: Leggo – The social press – mercoledì 04/04/2012 – ed. Milano

Invece di tagliare i fondi alla ricerca, il governo dei banchieri e dei professori avrebbe potuto legiferare (a costo zero) in favore di un abbassamento dell’età media per l’ingresso nel parco professori delle università oppure per un più rapido turn-over eliminando la possibilità di ricoprire ruoli all’interno dell’università per gli over 67 (a seguito dell’innalzamento dell’età pensionabile, sennò l’avrei limitato a 65), eliminazione delle baronie con l’eliminazione della possibilità di operare nel medesimo ateneo a famigliari.

Al posto dei tagli alla ricerca, con piccoli investimenti, il governo del sig. Monti avrebbe dovuto pensare all’apertura a docenti stranieri con conseguente internazionalizzazione dei corsi e delle università stesse, al potenziamento dei progetti Erasmus e di scambio a livello universitario. Ribadisco il mio concetto: è in momenti come questo che si può rischiare un pochino per risalire la china e per cambiare le persone ed il Paese.

L’idea di fondo, invece, è quella di tagliare tutti i costi ed aumentare le imposte. Ok. Ci dobbiamo aspettare, a breve, il taglio delle cure mediche e la tassazione dell’aria respirata in base alla capacità polmonare di ciascuno?

Insomma, i professoroni che ci stanno malamente comandando in questo momento hanno perso un’altra occasione per fare una cosa positiva.

Cercando in rete per approfondire, poi, ho trovato un articolo del 26/03/2012 sul Blitz Quotidiano che ne parlava e, dopo, altri articoli di Informare per resistere che prende, a sua volta, da un’intervista a Ignazio Marino, promotore del fondo per il governo Prodi nel 2007, de L’inkiesta.

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4 Pensieri su &Idquo;Governo Monti: i tagli alla ricerca #Monti #governo #Hack #ricerca #ricercatori

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