Come insegnare #insegnamento #tfa #graduatorie #estero #private

Premessa: questo post nasce da una chiaccheratta con l’autore principale di questo blog, che in sostanza, a dire il vero un po’ di tempo fa mi propose di fare una carrellata sul tema dell’insegnamento, o meglio, sul come approssimarsi a questa meta. Ci ho pensato un po’ su, tra una cosa e l’altra e… mi sono trovato a riflettere su come si possa parlare, in un blog, di un argomento del genere. Ho pensato che avrei potuto scegliere un metodo di “esperienza personale”, ma non credo di aver materia sufficiente, o forse al momento non sono troppo dentro alla questione. Potrei invece prendere un approccio “storico” e descrivere come sono cambiate le cose nel corso degli anni. Cercando un po’ di informazioni su internet, o meglio, radunando quelle che avevo già recuperato e che di tanto in tanto tengo sott’occhio per me, sono arrivato alla conclusione che in questo campo cambia tutto troppo in fretta, ed è tutto troppo in dissolvenza e in mutazione per poter scrivere un post completo, sia parlando di esperienza personale (perché si finirebbe per non dare informazioni utili), sia tentando di scrivere un articolo che riassuma i temi e le indicazioni principali. Sono arrivato alla conclusione che, su questo argomento, molti – istituzioni ed autori – possano informare molto meglio di me, per cui piuttosto che procedere ad un notevole ed inutile copia incolla che trasformerebbe un post in una specie di babele, preferisco modellare questo post in una specie di raggruppamento di fonti utili.Per cui darò solo un’idea generale del percorso e indicherò dove trovare informazioni, aggiornamenti e discussioni sui vari sottotemi. Una precisazione: qui mi riferirò prevalentemente a chi si è laureato dopo la chiusura della SSIS (scuola di specializzazione all’insegnamento secondario) quindi dall’anno 2008\2009 ed è interessato all’insegnamento nelle scuole superiori e pubbliche. Può darsi che ci siano altri spunti, ma il target è prevalentemente quello e, inoltre, darò più che altro fonti e informazioni per quanto concerne il recente TFA (tirocinio formativo attivo, e non The Fucking Article) per le semplici motivazioni che esso identifica la modalità attuale per conseguire un’abilitazione all’insegnamento (che non vuol dire né insegnare né essere ammessi alle graduatorie ad esaurimento), ci si può già iscrivere online e a breve ci saranno i test di ammissione (tra il 6 e il 31 luglio 2012).

Ma andando con ordine, per insegnare nelle scuole pubbliche bisogna ovviamente essere diplomati e laureati (laurea quinquiennale precedente o la più attuale specialistica da 3+2, o avere un Diploma di Accademia di Belle Arti oppure un Diploma di Conservatorio Musicale oppure un Diploma ISEF di cinque anni). Dopo questo primo step, si può teoricamente accedere ad una classe di concorso, la quale va ad indicare in sostanza quali materie un aspirante insegnante può insegnare. Per capire a quale classe di concorso voi apparteniate, cercate qui
Se, per esempio, siete laureati in filosofia selezionate quella laurea. Arriverete a questa tabella che in sostanza vi dice abbastanza brutalmente che, se non avete fatto degli esami aggiuntivi, non avete accesso a nessuna classe di concorso. E, per essere più attuali non potete accedere al TFA (i requisiti di accesso al tirocinio sono infatti i medesimi che sottostavano alla SSIS). Tranquilli (si fa per dire), vi dice anche che potete accedere a due classi di concorso se, appunto, avete fatto o farete altri esami:36/A – Filosofia, psicologia e scienze dell’educazione: in questo caso come vedete si tratta di almeno un anno in più perché si tratta di un compendio di esami che vanno da 8 esami da 12 crediti (annualità) a 16 da sei (semestri). Anche se probabilmente saranno di meno, perché sicuramente esami di espistemologia e dell’area filosofica qui indicata ne avrete fatti. Dipende ovviamente dal vostro piano di studi. La seconda classe a cui potete aspirare è 37/A – Filosofia e storia, in questo caso è più semplice: dovete aver fatto 3 esami da 12 crediti o sei da sei (e varie opzioni algebriche) tra le seguenti opzioni didattiche: storia greca o storia romana, storia medioevale, storia moderna o storia contemporanea. Ovviamente per capire in che classe siete assegnati, che esami aggiuntivi vi mancano per l’accesso al TFA, dovete selezionare la vostra laurea e consultare le tabelle e le indicazioni conseguenti.

Ora, parlando di storia per accedere all’insegnamento, ci si potrebbe veramente perdere. Per esempio fino al 1999 si accedeva alla possibilità di insegnare per concorso, poi sono state introdotte le graduatorie ad esaurimento (che ancora sono zeppe di precari e aspiranti, e alle quali non si può accedere dal 2006), a cui si è sovrapposta l’abilitazione della SSIS (dal 1999 al 2008\2009), e ora con il TFA si è anche parlato di un nuovo concorso per gli abilitati dal tirocinio da cui si pescherebbe FORSE un 50 % di insegnanti. Ma, per evitare appunto una babele di informazioni (per quanto è possibile), rimando gli eventuali interessati ad una breve presentazione storica dell’approccio all’insegnamento qui.

Qui preferisco dare le informazioni basilari per capire cosa fare ora o, almeno, suggerire delle indicazioni su come muoversi. Ora, dato che abbiamo escluso un accesso alle graduatorie ad esaurimento, parliamo di quelle d’istituto:
Le graduatorie di Istituto sono divise in tre fasce.

1 – Prima fascia. Sono inseriti gli aspiranti docenti che già si trovano nella graduatoria provinciale ad esaurimento ed hanno chiesto tra le dieci Istituzioni proprio quel Circolo* oppure tra le venti Scuole secondarie proprio quel singolo Istituto.

2 – Seconda fascia. Sono inseriti a domanda gli aspiranti supplenti in possesso dell’abilitazione all’insegnamento per quella specifica classe di concorso. Ricordiamo che l’abilitazione può essere stata acquisita o mediante i vecchi concorsi ordinari, che erano abilitanti, oppure mediante la Scuola di specializzazione per l’insegnamento nelle scuole secondarie (SSIS).

3 – Terza fascia. Sono inseriti a domanda gli aspiranti forniti del solo titolo di studio(e esami aggiuntivi di cui si è parlato prima) valido per l’accesso all’insegnamento richiesto, ma non sono abilitati.

Qui ci sono da precisare tre questioni:
1) L’accesso alle GI non garantisce in alcun modo il posto di ruolo ma serve solo per le supplenze (che possono talvolta essere anche di un anno scolastico, ma tali restano)
2)* Si parla di dieci istituti perché nella domanda d’accesso alle GI (l’ultima è stata fatta l’estate scorsa, ed è triennale) si deve inoltrare la documentazione del caso ad un istituto referente per la provincia nella quale si intende candidarsi ed una lista di dieci istituti papabili, in cui il referente è il primo dell’elenco.
3) Ovviamente quando un istituto deve cercare un supplente, pesca prima dalle GE (esaurimento), poi dalla prima fascia delle GI, quindi seconda, ed infine terza. Suppongo non ci sia bisogno di specificare quanto sia difficile essere chiamati se si appartiene alla terza, seppure sia ora per i “giovani” quella prevalente, dato il blocco delle GE e delle abilitazioni.

Detto questo, andiamo al sodo, perlomeno perché concerne gli ultimi eventi e news nell’ambito: il nostro “caro” TFA, sul quale mi dilungherò principalmente, magari anche ripetendo alcune cose, ma in precedenza ho trovato necessario dare la possibilità di aprire una panoramica più vasta.
Esso costituisce la nuova strada all’abilitazione all’insegnamento dopo la SSIS. Quest’ultima durava due anni ed in sostanza ti faceva ripetere un sacco di esami teorici che probabilmente avevi già fatto durante gli anni di università. Per cui, per alcuni aspetti, il TFA che dura un anno e dovrebbe essere un tirocinio pratico dovrebbe essere un passo avanti.
Andando con ordine:
– A cosa serve il TFA: all’abilitazione. Quindi, come si evince da quanto detto sopra, non al ruolo. L’abilitazione conseguita permetterà di accedere alla II fascia delle Graduatorie di istituto, riservata ai docenti abilitati ma non inseriti in Graduatoria ad esaurimento ai concorsi, al reclutamento nelle scuole paritarie.
Requisiti: di norma, quelli che ho evidenziato prima: laurea specialistica (tra cui diploma ISEF, già valido per l’accesso all’insegnamento di educazione fisica, per i TFA di Scienze Motorie) e esami aggiuntivi per classe di concorso che trovate ancora qui. Ora si parla anche di un accesso in sovranumero dopo 540 ore di supplenza, il che incasinerebbe il tutto e renderebbe forse anche più complicata la situazione dei precari. Qui preferisco però parlare dei casi più comuni e del target prima identificato.
Preiscrizione: si può già farla, on line, qui.
Date dell’esame e costi: li trovate qui, divisi per università (sì, i TFA sono collegate alle uni) e per classi di concorso.
– Modalità della prova:
a) un test preliminare predisposto dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca;
b) una prova scritta predisposta da ciascuna università;
c) una prova orale
È costituito da 60 quesiti, ciascuno formulato con quattro opzioni di risposta, fra le quali il candidato deve individuare l’unica esatta. Un numero pari a 10 quesiti sono volti a verificare le competenze nella lingua italiana, anche attraverso quesiti inerenti la comprensione di uno o più testi scritti. Gli altri quesiti sono inerenti alle discipline oggetto di insegnamento della classe di concorso.
La risposta corretta a ogni domanda vale 0,5 punti, la risposta non data o errata vale 0 punti. Il test ha la durata di tre ore.
Per essere ammesso alla prova scritta il candidato deve conseguire una votazione nel test preliminare non inferiore a 21/30 (occorre cioè rispondere esattamente ad almeno 42 quesiti).

Posti disponibili

Direi che può bastare, per avere altre informazioni vi passo qualche link utile:
– un vademecum per il TFA.
– Una serie di FAQ
– Un gruppo FB per… deprimervi insieme… e avere un forum per discutere e avere altre notizie senza troppi giri e dove trovate anche possibili libri di testo per la preparazione al test.

Ora potrei aver finito qui, o magari tornare in seguito sull’argomento, ma preferisco aggiungere brevemente un’altra prospettiva, senza per questo voler indicare o suggerire nuove fughe dei cervelli (anche perché la situazione nel campo è onestamente difficile anche altrove). In questo caso, ossia per insegnare all’estero, o meglio, per abilitarsi, mi limito a dare notizie generalissime, e fonti su cui cercare meglio.

Per insegnare in Inghilterra, oltre a conoscere bene la lingua, dovete avere dei titoli equivalenti (valutabili per esempio dal Naric), e prendere l’abilitazione in un’università, dopo apposita domanda e intervista alla medesima. Uno strumento possibile è il il PGCE (Post Graduate Certificate in Education), che dura un anno ed è molto pratico. Come detto, qui non voglio estendermi troppo, anche perché non darei informazioni migliori rispetto a quelle date dalle fonti che a breve faccio seguire. Ci tengo solo a dire che l’approccio è ovviamente molto diverso, per esempio il contortissimo discorso delle classi di concorso italiane va a farsi benedire, e puoi insegnare ciò per cui hai studiato in termini più ampi in relazione a ciò che sai davvero fare, seppure vi siano altri problemi come diverso approccio all’insegnamento, valutazione dei titoli (comunque in Inghilterra basta la laurea triennale per accedere all’abilitazione) etc.

Ad ogni modo vi suggerisco delle fonti per me molto utili se siete interessati ad approfondire:
– un blog di un insegnante italiano sul posto.
e un nuovo gruppo FB sulla materia.
Preventivando la possibile domanda “E’ possibile insegnare poi in Italia dopo aver preso un’abilitazione all’estero?” rispondo direttamente solo avvisando che è più complicato di quanto si pensi, nonostante le regole europee per la mobilitazione dovrebbero suggerire il contrario. Indirettamente, vi rispondo invece così.

Molto velocemente, vi “regalo” anche qualche informazione e fonte che ho trovato per la Svizzera. Anche qui non vado nei dettagli, anche perché ci sono casi da cantone a cantone. Un possibile punto di riferimento lo offre però la SUPSI che per farla breve offre due corsi principali relativi al tema trattato:
– quello relativo all’Insegnamento nella scuola media il cui Curricolo è a tempo pieno/flessibile (96 ECTS su due anni per una materia; 110 ECTS per due materie), con accesso limitato, prevede una procedura di ammissione. E’ in Lingua Italiana e prevede una Tassa di iscrizione di CHF 100. La tassa di iscrizione non è rimborsabile né deducibile dalla tassa di frequenza.La tassa di frequenza è di CHF 1’600.- a semestre (escluse le spese di gestione). Che pare avere qualche prospettiva in più del secondo, riferito a
– Insegnamento nella scuola media superiore dove è previsto un Curricolo parallelo alla professione (PAP). Con 60 ECTS su un anno con corsi a blocco concentrati tra il giovedì e il sabato. Nei giorni non occupati dalla formazione gli studenti possono svolgere un’attività professionale. Però… specie per questa opzione, per alcune affermazioni sul sito e per i miei dubbi sulla situazione svizzera, ho inviato una mail per avere delle info in merito che qui divulgo per utilità:

Buongiorno,

Sono un cittadino italiano, laureato in filosofia (specialistica di 5 anni in scienze filosofiche e triennale in filosofia), e sarei interessato ad iscrivermi al master per l’insegnamento nella scuola media e superiore del prossimo anno (2012 \ 2013).
Volevo chiedere alcuni informazioni a riguardo, ossia:

Per i requisiti, oltre alla laurea considerata equivalente, ho letto su un PDF, credo non recente, che è necessario anche avere un certificato linguistico (livello B1) per il francese ed il tedesco. E’ ancora così? E ciò servirebbe già per l’iscrizione, o è possibile ottenerli durante il percorso di studi? Risposta: per l’iscrizione al corso di formazione Master in Insegnamento non sussiste più il vincolo della conoscenza di due lingue nazionali, mentre che per la partecipazione ai concorsi cantonali è considerato un titolo preferenziale.
Volevo inoltre sapere se l’abilitazione conseguita con il detto master sia valida oltre i confini svizzeri, all’interno dell’Unione Europea. Risposta:purtroppo per il momento il nostro titolo SMS non è riconosciuto a livello svizzero (CDPE) e quindi nemmeno in Italia. La procedura per il riconoscimento sarà avviata al termine del presente anno accademico e dovrebbe durare circa due anni.

Insomma: valutate gente, valutate…

Detto questo finisco con le ultime righe questo romanzo nel dire che molto in breve mi sono documentato anche sulle scuole private, ma non trovando ancora qualcosa di preciso, mi limito a dire che in teoria per le paritarie è necessario avere almeno l’abilitazione (quindi ancora TFA o SSIS etc), mentre per quelle non paritarie dipende dall’istituto stesso. Ad ogni modo, cercando su forum e parlando con colleghi etc mi è invece sembrato che dipenda sempre dagli Istituti, per cui in questo caso chiedete direttamente alle scuole, portandovi un curriculum classico ed uno del vostro Piano di studi (tutti gli esami).

Con questo passo e chiudo!

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