Concerto Madonna – Milano 14/06/2012 #madonna #mdna #milano #musica #spettacolo

Madonna!

Non come figura semidivina della religione cristiana e neppure come imprecazione o come moto enfatico del parlare. Madonna come cantante.

Concerto Madonna Milano 14-06-2012

Concerto Madonna Milano 14-06-2012

Con un po’ di ritardo arrivo a parlarne anch’io. Sì, perché ci sono cose che io ho bisogno di metabolizzare e interiorizzare e la musica è la prima su tutte. Dopo il concerto di Madonna allo Stadio Olimpico di Roma del 12 giugno 2012 (bello l’articolo di theselbmann sull’evasione fiscale… sottoscrivo dicendo che a Milano non è molto differente – anche per gli accenti e i dialetti…), ecco la “regina del pop” presentarsi a Milano.

14/06/2012 – Milano – Stadio San Siro (Meazza). La mia prima volta allo stadio. Sì, lo so, sono un milanese del cavolo: 28 anni di vita in questa città e non ero mai andato né a San Siro, né al cimitero Monumentale. Beh, in uno dei due, ora, ho potuto fare un foursqariano check-in.

Come dicevo via Twitter un po’ di tempo fa: quest’anno è anno di concerti. Dopo il concerto metal degli Epica (preceduti da un paio di gruppi), un paio di puntate in un meraviglioso locale milanese (Sunomi) dove fanno jazz eccomi andare al concerto di Madonna. Anticipo già che almeno un altro concerto l’ho già messo in programma, ma verrà svelato più avanti nell’anno.

Anno strano.

Non ho praticamente mai ascoltato gli Epica prima del concerto; mi piace tantissimo il jazz come genere, ma non conosco quasi nessuna musica; di Madonna conoscevo, sì e no, una canzone o due prima del concerto. Mi accorgo che la cosa possa sembrare folle, vero, ma mi consente di arrivare senza pregiudizi e senza aspettative di sorta. Ok, sì, è folle: cercavo una scusante :). Però me li sono goduti tutti.

San Siro è spettacolare e quando sei immerso in un vociare continuo di migliaia di persone (non so quante fossero… erano una moltitudine) e, pur essendo all’aperto, non senti freddo o fresco per via del calore degli altri, delle luci, del movimento, dello scarso movimento dell’aria nello stadio, dell’estate imminente… percepisci delle senzazioni particolari. Sei in compagnia con persone che conosci (chi di più chi di meno), ma ti senti, in qualche misura, parte di un gruppo di estranei molto più grande. Gente con cui non hai parlato o con cui, anche se ci hai scambiato un paio di parole, probabilmente non interagirai più. Strana sensazione, visto che è conscia: un gioco delle parti tacitamente accordato.

Passiamo al concerto. Mi sono accorto di un’enorme differenza tra il concerto degli Epica e quello di Madonna. Madonna è un brand vivente. Non solo per quello che riguarda l’attrattiva generata, ma anche per il tipo di spettacolo che presenta.

L’inizio dello spettacolo è scattato un’ora e quarantacinque minuti esatti in ritardo rispetto all’indicazione sul biglietto. dalle 20:00 alle 21:45. Fino a circa 1:30 di ritardo non ci sono state grandi lamentele, poi qualche fischio (non tanti, invero). Sapendo che lo spettacolo esiste in due versioni, una da 105 minuti, l’altra da 135, avrebbe potuto farlo sospettare senza troppa trepidazione. Prendi l’ora limite imposta dal comune e fai una sottrazione.

La prima esplosione dello stadio c’è stata quando i fari che illuminano a giorno San Siro si sono improvvisamente spenti; tempo 1 minuto e sembrava fosse stata vinta la coppa del mondo nell’esatto momento in cui ha fatto la sua apparizione il feticcio musicale delle migliaia di fan riunitisi nel tempio del calcio: Madonna era lì, finalmente visibile.

Non voglio giudicare la musica e le canzoni perché possono piacere o non piacere. Molto, troppo soggettivo come dato. Non ci si può esimere, però, dal giudizio dello spettacolo in sé. Se vai a vedere Madonna, mi sono accorto che non vai solo a vedere un concerto; vai a vedere uno spettacolo tipo teatrale. L’esperienza va ben oltre il concerto. Le scenografie avvenieristiche, le luci perfette, i tempi che sono stati chiaramente studiati a tavolino spaccando il secondo, ogni millimetro quadrato di palco può aprirsi, girarsi, alzarsi, spostarsi… e soprattutto i 105 minuti (questa la versione che è stata portata in scena a Milano) non hanno lasciato il tempo di decidere altro che ascoltare la star: 105 minuti senza interruzione, senza un solo istante morto, in un’alternanza di promozione del nuovo album (MDNA) e alcune vecchie canzoni (con una peculiarissima reinterpretazione di Like a Virgin); 105 minuti di spettacolo in cui quasi 200000 fotogrammi sono passati sugli schermi.

MDNA: cosa rimane?

Ma cosa rimane dentro dopo il concerto? Personalmente ciò che di più importante è rimasto e rimane da questi concerti è l’esperienza condivisa con le persone con cui hai partecipato all’evento. Indipendentemente da tutto, reputo che il concetto di esperienza condivisa sia ciò che maggiormente ti unisce alle persone che conosci (un giorno, forse, vi illustrerò una mia teoria legata alle relazioni tra persone).

Cos’altro è rimasto a me, però, di questo concerto? Una canzone. Semplice. Per molti versi può anche sembrare banale in termini musicali. Personalmente molto interessante come testo. Come spesso, pertanto, condivido con voi il video e il testo (più tardi traduco io e sistemo meglio anche il post). Molto interessante il fatto che, in inglese, non esista maschile o femminile nei participi passati… potete pensarla dedicata ad un lui o a una lei, che nulla cambia…

If you were the Mona Lisa
You’d be hanging in the Louvre
Everyone would come to see you
You may be impossible to move
It seems to me is what you are
A rare and priceless work of art
Stay behind your velvet rope
But I will not renounce all hope

And I’m right by your side
Like a thief in the night
I stand in front of a masterpiece
And I can’t tell you why
It hurts so much
To be in love with the masterpiece

‘Cause after all
Nothing’s indestructible

From the moment I first saw you
All the darkness turned to light
An impressionistic painting
Tiny particles of light
It seem to me is what you’re like
The “look but please
don’t touch me” type
And honestly it can’t be fun
To always be the chosen one

And I’m right by your side.
Like a thief in the night
I stand in front of a masterpiece
And I can’t tell you why
It hurts so much
To be in love with a masterpiece

‘Cause after all
Nothing’s indestructible
Nothing’s indestructible
Nothing’s indestructible
Nothing’s indestructible

And I’m right by your side
Like a thief in the night
I stand in front of a masterpiece
And I can’t tell you why
It hurts so much
To be in love with a masterpiece

And I’m right by your side
Like a thief in the night
I stand in front of a masterpiece
And I can’t tell you why
It hurts so much
To be in love with a masterpiece

‘Cause after all
Nothing’s indestructible

‘Cause after all
Nothing’s indestructible

Se tu fossi la Monna Lisa,
saresti appesa nel Louvre.
Chiunque verrebbe a vederti.
Saresti impossibile da spostare.
Mi sembra che sia ciò che sei:
un’opera artistica rara ed inestimabile
Resta dietro il tuo drappo di velluto,
ma non rinuncerò alle mie speranze

E sono proprio qui di fianco a te
come un ladro nella notte
in piedi di fronte a un capolavoro
E non so dirti perché
faccia così male
essere innamorati del capolavoro

Perché, dopotutto,
nulla è indistruttibile.

Dal primo momento che ti ho vista,
tutta l’oscurità si è trasformata in luce.
Un dipinto impressionista,
leggere particelle di luce.
Penso che sia ciò che sembri,
del genre: “guardare e non toccare”
e, francamente, non può essere divertente
essere sempre la prescelta.

E sono proprio qui di fianco a te
come un ladro nella notte
in piedi di fronte a un capolavoro
E non so dirti perché
faccia così male
essere innamorati del capolavoro

Perché, dopotutto,
nulla è indistruttibile
nulla è indistruttibile
nulla è indistruttibile
nulla è indistruttibile

E sono proprio qui di fianco a te
come un ladro nella notte
in piedi di fronte a un capolavoro
E non so dirti perché
faccia così male
essere innamorati del capolavoro

E sono proprio qui di fianco a te
come un ladro nella notte
in piedi di fronte a un capolavoro
E non so dirti perché
faccia così male
essere innamorati del capolavoro

Perché, dopotutto,
nulla è indistruttibile

Perché, dopotutto,
nulla è indistruttibile

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3 Pensieri su &Idquo;Concerto Madonna – Milano 14/06/2012 #madonna #mdna #milano #musica #spettacolo

  1. Come anticipato su Twitter ho assistito anche io al concerto di Madonna. Identico spettacolo (come dici giustamente lo spettacolo è organizzato a tavolino e viene ripetuto esattamente uguale a se stesso ogni volta). Diversa location. Firenze invece che Milano. Personalmente ho potuto ascoltare molte critiche in merito a questo evento della serie che Madonna non canta (in effetti da noi era quasi tutto in playback, non so là) che si fa troppo attendere e non concede mai bis, che le canzoni sono secondarie rispetto allo spettacolo e via discorrendo. Tutto vero, per carità. Ma si sapeva. Non si va ad un concerto di Madonna per assistere ad un concerto musicale ma per assistere ad un evento, ad uno spettacolo complesso e personalissimo del quale la musica è una delle componenti. Chi non ha capito questo, secondo me, ha capito ben poco di quello a cui ha assistito. Altre due notazioni. Anche per me la cosa bellissima ed essenziale di questi eventi è il clima di eccitazione e condivisione che si crea con chi ti sta accanto, che tu lo conosca o meno. E devo dire che in questo il pubblico di Madonna è incredibile. Infine a me la particolarissima versione di Like a Virgin (come dici giustamente tu) è piaciuta tantissimo. L’ho trovata carica di una sofferenza e di una consapevolezza incredibile. E’ come se Madonna, in quel momento, ammettesse che il tempo passa e che certe cose non possono più tornare, non so come spiegarlo meglio di così. Fatto sta che è stata quasi commovente e l’hanno capito in pochi.

    • Lo spettacolo è identico, pertanto confermo il playback e sottolineo il fatto che quando canta la si sente con un po’ di faica, ma, per quanto assurdo, poco conta.
      A proposito di Like a Virgin, mi piace molto la tua lettura del fatto “che il tempo passa e che certe cose non possono più tornare”. Probabilmente quel tipo di rappresentazione, vista nell’ottica del percorso canoro, spirituale e di vita di Madonna, potrebbe anche essere vista come uno passo in più verso quella saggezza che si accumula e matura e che dovrebbe essere tratto tipico dell’avanzare dell’età.

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