TFA e concorso – parte prima #TFA #concorso

Sto cercando in giro informazioni circa la necessità di aver effettuato il TFA al fine di partecipare al concorso per i docenti il cui bando uscirà il 24 settembre 2012 e, purtroppo, sto trovando informazioni discordanti. Molte voci di corridoio in quanto, di fatto, i requisiti per il concorso non sono ancora noti.

Concorso docenti: il bando esce il 24 settembre 2012

Concorso docenti: il bando esce il 24 settembre 2012

In molti sostengono che sia necessario avere l’abilitazione ottenuta con il TFA, altri non ne parlano, altri ancora sostengono che, invece, il TFA non influisca sull’accesso al concorso.

Le uniche cose che si possono fare in questo istante in attesa di sviluppi e delle pubblicazioni del bando, però, sono delle ipotesi sui tre casi possibili: accede al concorso solo chi ha il TFA, accedono tutti, oppure accedono coloro che hanno il TFA ed alcuni altri.

Accesso concorso docenti solo agli abilitati

La prima ipotesi è che possano accedere al concorso docenti solo coloro che hanno sostenuto il TFA di luglio. Al di là dei pasticci emersi, i tentativi di correzione con la pubblicazione degli esiti del TFA e la conseguente riammissione in graduatoria di diverse migliaia di esclusi, l’accesso al concorso relegato ai soli abilitati col TFA provocherebbe la sicura reazione di tutti quei docenti precari decennali presenti nelle scuole. Non che questo sia impossibile in Italia, ma politicamente sarebbe una mossa sconveniente (benché al governo vi siano dei tecnici, pertanto disinteressati ad una rielezione) in quanto le proteste e gli scioperi potrebbero, comunque, dare grane al prossimo governo (che, quasi certamente, avrà una componente che avrà votato i provvedimenti ministeriali).

Accesso al concorso ad abilitati e altre categorie

Questa possibilità prevederebbe, di fatto, la necessità di una graduatoria mista tra coloro che, precari, operano già nel settore (magari da 20 anni) ed i famigerati giovani che hanno conseguito il TFA. Al di là della casistica mista (ovvero precario e abilitato con TFA) che, a rigor di logica, dovrebbe essere in qualche misura avantaggiata nella graduatoria, il problema sociale dei precari non abilitati che si vedono sopravanzare dal ragazzo neolaureato perché ha avuto la possibilità di pagare il (costoso) TFA resterebbe praticamente intonso. A questo, però, si aggiungerebbe anche il problema legato a chi il TFA l’ha conseguito e si vede sfumare l’opportunità di diventare insegnante per motivi di anzianità o “baronia”. Ricordiamo, infatti, che i concorsi non garantiscono affatto oggettività e “pulizia” (mai sentito parlare in passato di raccomandati che sapevano in anticipo domande o temi…?). Il bando, inoltre, dovrebbe essere molto capillare nelle specifiche per non venire eccessivamente attaccato a suon di ricorsi, pertanto sarebbe molto complesso.

Accesso al concorso a chiunque

L’ultima possibilità è un’apertura a chiunque, quantomeno, del primo concorso che verrà indetto rendendo, di fatto, inutile il TFA. Anche in questo caso ci saranno molti scontenti che, dopo aver pagato 2000/3000 euro, se li saranno visti sfumare in un qualcosa che non dà alcun vantaggio.

Premesso che, qualunque sarà la decisione, ci sarà sempre un nutrito gruppo di scontenti, personalmente reputo che, se proprio dev’essere indetto un concorso, questo dovrebbe essere sdoppiato in un concorso per abilitati col TFA ed un concorso per coloro che sono già all’interno delle strutture scolastiche in maniera tale da non stilare un’unica graduatoria con tutti indistintamente. Chiaramente vi sarebbero ancora disparità tra TFA e precari, ma, come per l’accesso all’università, si potrebbe pensare ad una sorta di “debito formativo” per coloro che rientrano nella graduatoria dei precari al fine di consentire loro di riportarsi in pari con l’abilitazione (trattenendo mese per mese una quota per il TFA in maniera tale che anche in termini economici non vengano fatte troppe distinzioni).

All’uscita del bando per il concorso, il 24/09, comunque, si saprà di più (perlomeno lo spero vivamente, sennò sapete che casino?). Se, nel mentre, avete fonti attendibili da segnalarmi… ben vengano :D. Inoltre sarebbe interessante capire anche se, secondo voi, ci sono altre alternative plausibili.

Di mio aggiornerò blog e post quando, su questo benedetto concorso e sul TFA, troverò informazioni attendibili.

— UPDATE 25/09/2012 —

Finalmente è stato pubblicato il bando docenti

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5 Pensieri su &Idquo;TFA e concorso – parte prima #TFA #concorso

  1. Salve.
    Secondo me è più equa la seconda possibilità, ma devono essere opportunamente pesate le conoscenze: chi ha fatto il TFA avrà riconosciuto un punteggio come per (mi auguro) gli altri attestati di specializzazione o di conoscenza e chi era in graduatoria avrà riconosciuto un punteggio per l’anzianità di insegnamento. A esempio: 20 punti in più per il TFA, 2 punti in più per ogni anno di insegnamento (non semplice lista d’attesa poiché chi non stava insegnando avrebbe potuto predersi altre specializzazioni utili). Così non vanno sprecati i soldi per il TFA né gli anni di graduatoria; e se poi ci sarà la terza prova di valutazione sull’abilità di insegnamento, chi era in graduatoria sarà avvantaggiato – come è giusto che sia in questo caso.

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  4. Quello che accadde successo dopo il concorso del 1990 è estremamente complicato per essere riassunto in poche righe. In sostanza possiamo comunque dire che ci sono tre questioni principali: l’ideazione del meccanismo di base che prevede che all’insegnamento si acceda tramite la laurea e l’abilitazione; la grandissima confusione per stabilire e organizzare queste procedure di “abilitazione”; l’istituzione di “graduatorie permanenti” per risolvere tutte le situazioni precedenti. Per aumentare la complicazione, le graduatorie permanenti sono strutturate in cinque fasce – poi denominate “scaglioni” – a seconda delle diverse situazioni degli insegnanti vincitori di concorsi e/o precari. E veniamo a oggi.

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