Omofobia? No grazie #omofobia #omosessualità #OMS

Il 17 maggio 1990 è una data che influisce sulla vita di centinaia di milioni di persone sul pianeta in maniera fondamentale. Temo che non siano la maggioranza tra questi circa 350 milioni che sappiano esattamente cosa rappresenta e, purtroppo, sono praticamente certo che la stragrande maggioranza della restante quantità della popolazione mondiale (circa il 95%…) sa a stento di cosa sto parlando.

Orientamento sessuale

Orientamento sessuale

Mentre continuo a scrivere il secondo articolo legato alla legge elettorale, ci tengo a sottolineare la giornata odierna come memorandum per tutti: il 17 maggio 1990 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sancisce -finalmente e fin troppo tardivamente – che l’omosessualità NON è una malattia.Fino a quella data, infatti, l’omosessualità era annoverata dall’OMS all’interno delle malattie mentali. Non stiamo parlando del medioevo, né dell’inquisizione di Torquemada, bensì di 23 anni fa. Un solo anno dopo la caduta del muro di Berlino! XX secolo! Secondo me è vergognoso essere arrivati così tardi… minimo minimo i duecento anni dall’illiminismo, non pretendo chissà cosa (non saranno stati così tanto illuminati…).

Non è una “cosa contro natura” come spesso a molti ignoranti piace dire: l’omosessualità si riscontra in almeno 1500 specie animali che vanno dagli insetti, agli uccelli, ai mammiferi. Non sto dicendo che tutti dobbiamo essere omosessuali (la continuità della specie, la selezione naturale ecc. porta ad una natura prevalentemente non omosessuale), sto dicendo che non è contro natura: se si è un minimo intelligenti  o, comunque, intellettualmente onesti, si comprende la profonda distinzione tra i due aspetti. Si stima che il 5% della popolazione mondiale sia omosessuale (Rapporto Kinsey) e che

quasi la metà dei soggetti studiati aveva avuto contatti sessuali protratti fino all’orgasmo con una persona dello stesso sesso almeno una volta nella vita

[fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Omosessualit%C3%A0#Il_.22Rapporto_Kinsey.22_e_la_stima_del_5.25]

Sebbene sia un campo, quello dei diritti umani e del rispetto del prossimo, che non dovrebbe nemmeno essere in discussione, resiste nella società un fondo di diffidenza verso l'”altro” e verso il “diverso”. Non voglio entrare nel merito delle convinzioni di ognuno, dettate magari da un certo tipo di educazione oppure da eventi personali quanto da visioni personali, poiché ognuno è libero di pensare come vuole e nessuno è tenuto ad obbligare qualcun altro a pensarla in maniera differente. Sarebbe bello che questo principio valesse in due direzioni, pertanto chi reputa di avere diritto di pensarla “diversamente” e di venir rispettato da chiunque altro, si ponesse nello stesso stato d’animo lasciando che l’altro la possa pensare diversamente e venga rispettato.

La differenza tra chi ti trovi di fronte quindi, che sia eterosessuale, omosessuale, transessuale, bisessuale o tutto quel che esiste, dove sta? Comunque è “un altro diverso da te” e devi rispettarne la persona e le opinioni.

Ciò che è intollerabile è la discriminazione. Anche qui dalle due parti. Così come è sbagliato che un omosessuale discrimini un eterosessuale, vale il contrario… guardate i video a fondo pagina per capire perché dico della discriminazione di un omosessuale verso un eterosessuale… Vi riporto un trailer, il video completo del trailer e il link del progetto.

L’idea del regista è semplice: se gli omosessuali fossero i “normali” e gli eterosessuali fossero i “diversi”? Serve a sensibilizzare, pertanto tutte le cose tipo: ma in natura non ci si potrebbe riprodurre ecc. se tutti fossimo omosessuali, regge poco in questo caso in quanto il focus del video non è, evidentemente quello… poi ognuno la può pensare come vuole. Dal mio punto di vista penso sia stupido e da stupidi porsi in quell’ottica… libertà d’opinione in entrambi i sensi…

Trailer:

Video completo:

Love is all you need

Giusto poi per concludere: personalmente non credo nel fatto che alla base debba esserci tolleranza. Il “diverso” non va tollerato, ma rispettato, come qualunque essere vivente, quindi, più semplicemente, come noi stessi. Se pretendiamo rispetto, sarebbe il caso di cominciare per primi a rispettare. La tolleranza, poi, viene da sé.

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8 Pensieri su &Idquo;Omofobia? No grazie #omofobia #omosessualità #OMS

  1. Così come la racconti è insindacabile, soprattutto quando specifichi “in entrambe le direzioni”. Poi però mi piacerebbe saperne di più sulla cosiddetta “discriminazione”, perchè è lì che secondo me si gioca tutta la credibilità.
    Non penso che al giorno d’oggi gli omofobi siano realmente una parte rilevante della popolazione occidentale (per i paesi arabi è un discorso a parte), in fondo l’evoluzione della cultura ci porta inevitabilmente ad accettare ogni tipo di differenza; credo invece che la paura e l’odio verso il diverso siano fomentate dalla caccia alle streghe verso chi viene accusato di discriminazione, esattamente come avviene per il razzismo..

    La condanna dell’omofobia (da definizione) non può sfociare nella condanna della paura, del disagio, e soprattutto nella censura verso chi la pensa diversamente.

    • Difatti non censuro assolutamente e, anzi, comprendo la diffidenza verso il diverso (in generale eh?! non solo omosessuali, anche bianchi, rossi, gialli, neri, puffi, striati, avatar ecc.).
      Quello che, invece, reputo fondamentalmente errato ad ogni livello è la mancanza di rispetto per l’altro. Poi puoi liberamente decidere di non parlagli, di litigarci, di pensarla in maniera diversa da lui, cavoli! Ci mancherebbe altro.
      Non puoi e non devi discriminarlo, bullizzarlo, schernirlo, ghettizzarlo. Per il resto nessuno “impone” di osservare i medesimi gusti sessuali di un altro. Imposto è, moralmente, il rispetto verso l’essenza dell’altro.

    • …e lasciami aggiungere… reputo idiota il perbenismo ed il “politically correct” per cui non si possono fare battute/raccontare barzellette su omosessuali, ebrei, handicappati, neri ecc. Alla stessa stregua non andrebbero raccontate sui cornuti, le fedifraghe, le suore, i preti, i carabinieri, gli uomini bassi ecc.
      Il livello di cui parlo è ben diverso. Battute e barzellette, anzi, ci stanno tranquillamente proprio per una questione di “rispetto” e di integrazione (se si vuole considerare come “diverso” nell’accezione comunemente usata oggi).

    • Ricordati, però, che la libertà d’opinione non è il diritto di esprimere odio e disprezzo verso altre persone. Purtroppo gli omofobi sono ancora troppi e finché si crederà che la libertà di pensiero significa accettare anche commenti e comportamenti offensivi e umilianti verso i cittadini omosessuali non arriveremo mai a un vera società solidale e giusta.

      • La libertà d’espressione e di opinione sono sacre. Manifestare ed incitare odio e disprezzo rientra nella ghettizzazione/umiliazione/bullismo, pertanto sono lesivi. Però se dovessi andare in giro a dire che, per motivi esclusivamente miei, non sopporto vedere due uomini che si baciano o due donne che si coccolano, non devo incorrere in un razzismo al contrario per cui io non posso provare disgusto o qualsivoglia reazione (comunque rispettosa).
        Conosco persone che non sopportano vedere coppie baciarsi. Coppie etero… lo dicono pour parlér, ma nessuno li accusa si eterofobia. Concordo, pertanto con te, ma va fatta attenzione anche a non cadere in un eccessivo buonismo ipocrita di facciata; cosa che, purtroppo, oggi pare dilagare. (non prendere lutlima parte sul personale, tendo ad astrarre per avanzare ulteriori concetti, non è riferito assolutamente a quanto hai esposto tu)

  2. Sarebbe bello il rispetto di cui parli. Ma il concetto di rispetto, in questo caso, è già escluso dalla parola stessa: omofobia. Una fobia è una paura che non si controlla, non ha niente di razionale, per cui non può essere ragionevole né rispettosa delle idee altrui. Ma vale la pena chiedersi perché utilizziamo questa parola al posto di un’altra, con una diversa radice, per designare chi manifesta odio o disagio verso gli omosessuali. Prendo l’esempio del razzismo, che anche tu hai fatto. Il termine razzismo non richiama, etimologicamente, nessuna paura ma contiene il suffisso -ismos che, in greco, denota la classificazione, il raggruppamento. Quindi, viene da dire, c’è molto di razionale nel termine razzismo/razzista. Molta poca razionalità, al contrario, è presente nel termine omofobia. Ci siamo mai chiesti il perché? Io spesso. L’omofobia affonda le radici nelle proprie paure irrazionali, non riconosciute e, di conseguenza, difficilmente controllabili. Un omofobo non è in grado di riflettere sulla propria paura, non ne ha gli strumenti logici. Terribile vederla da questo punto di vista. Ma va detto che le paure (anche quelle irrazionali) possono essere superate (io ne sono l’esempio vivente!) ma non credo che lo si possa fare facilmente utilizzando la logica. E allora, secondo me, l’unica strada è rendere normale ciò che spaventa in modo che non faccia più così tanta paura. Per questo giornate come questa, o il Gay Pride, o video come quelli che hai postato, o l’outing di personaggi famosi, o il parlare tranquillamente e liberamente della propria omosessualità o di quella altrui sono tutti modi per normalizzare un qualcosa che, finché rimane sommerso, è facilissimo che spaventi e che resti a livello inconscio ed irrazionale. Ciò che è alla luce del sole difficilmente fa paura a chicchessia.

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