Non fare gli straordinari! – parte 2 – #lavoro #straordinari #vita

Non fare gli straordinari al lavoro! Lo dico davvero, non farli. Cambiamo mentalità.

Always leave office on time - Lascia sempre il lavoro in orario

Always leave office on time – Lascia sempre il lavoro in orario [fonte: http://image-store.slidesharecdn.com/a38e4e24-2d0d-11e3-9a4a-22000aa40fde-large.jpg%5D

Riparto da dove ho lasciato ieri, riportando il botta e risposta sorto su facebook in seguito alla pubblicazione sul mio profilo dell’immagine che ho pubblicato sia nello scorso post sia in questo.

Non fare gli straordinari: qualche opinione e divagazione

Di seguito ricopio (e coloro per comodità) quanto scritto su Facebook relativamente al fare/non fare gli straordinari con due amici, così da continuare ad ampliare la visuale e sentire anche esperienze ed idee differenti… ampliare… differenti… cerchiamo di cambiare mentalità!!!

M1: Leggevo un articolo qualche tempo fa sulla Danimarca dove pare che lavorino sulle sei ore al giorno percependo uno stipendio medio di circa duemila euro al mese. La propria vita sociale è più importante del lavoro, mai sacrificarla. Dopo anni di lotte sindacali non possiamo tornare a lavorare sei giorni a settimana dieci ore al giorno per tre euro l’ora, è anticostituzionale e disumano!!!!

Io: In Germania e negli Stati Uniti “ti guardano male” se fai gli straordinari…

Cinicamente, infatti, le possibilità sono:

– non ti sai organizzare il lavoro (gli altri sì), quindi sei inadatto al ruolo

– non fai una mazza durante l’orario canonico perché ti pagano di più durante gli straordinari

– (caso speciale per l’Italia) gli imprenditori/i manager non sono in grado di comprendere i carichi reali di lavoro e tendono a credere che i propri dipendenti non facciano una mazza

A parziale discolpa dell’ultimo punto posso solo dire che la pressione fiscale è eccessiva da noi e non ci si può permettere a cuor leggero una terza persona per alleggerire le prime due senza incorrere in casi tipo:

– se per sbaglio ho un calo di fatturato posso anche chiudere perché lo stato chiede tanto, ma non mi aiuterà nel momento del bisogno

– impossibilità a licenziare se la terza risorsa, effettivamente, non fa una mazza

(umpf… mi fermo per ora, sennò scrivo un poema)

M1: Il problema parte dall’alto e si riflette su tutto quello che sta sotto. A quanto sembra l’attuale governo italiano, come d’altronde i precedenti, non hanno nessun interesse a far ripartire l’economia del Paese, ma solo a demolirla definitivamente. Qualcuno l’ha chiamata la guerra dei poveri…

Io: Sono d’accordo su quello che dici, ma non posso dimenticare, in prima battuta, queste due questioni:

– negli uffici in Italia se ne vedono tanti tanti che cazzeggiano tutto il dì (alle macchinette si vedono file interminabili per tutto il giorno e moooooolto spesso vedi persone che fanno capannello per mezz’ora o più per più volte al giorno…) e si sfondano di straordinari…

– l’alto lo vota il basso: ciò che c’è lì è lì di diritto e non ci sono troppi cazzi… purtroppo è innegabile che ogni stato democratico abbia l’esatta rappresentazione della propria popolazione e, da noi, ci saranno tendenzialmente i “furbi”, i “fancazzisti”, i “trafficoni”, gli “assenteisti” e anche gli “onesti”… diciamo che la percentuale 1/5 dell’elenco penso possa essere sufficientemente realistica

M1: Oddio, una delle caratteristiche dell’italiano in effetti è la pegrizia, non siamo proprio un popolo di formiche! Però su una cosa vorrei discutere, ti riposto una frase di Twain: <<Se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare>>. Non trovo sbagliata questa affermazione, anzi! Non per niente le ultime due legislature, Letta e Monti, non sono state elette dai cittadini. Quindi parlare di democrazia in questo momento ritengo sia errato. Magari votando Grillo non cambiava niente o magari cambiava tutto, ma quantomeno era la dimostrazione da parte del popolo italiano di essere stufo delle continue prese in giro. Ma come svogliato è il comune cittadino di riflesso lo è anche il politico, difficilmente la nostra nazione potrà mai essere organizzata bene, preferiamo anzi usare manodopera straniera a basso costo straniera e svendere le aziende agli stranieri e la sovranità nazionale all’Europa piuttosto che rimboccarci le maniche e migliorare le cose. Se procediamo su questa strada tra pochi anni non sarà rimasto più niente dell’Italia.

Io: Vero! E probabilmente vero è anche quanto riporti di Twain (non la conoscevo, grazie) – ne sono riprova anche le varie magagne internazionali di NSA e simili.

Per quello che possiamo fare per questa nazione… boh?! Non sono convinto che ci dobbiamo rimboccare solo le maniche: chi lavora se le è rimboccate da un po’… ormai mi sto sempre più convincendo che bisogna prendere a calci nel sedere chi non lo fa.

Hai un posto di lavoro: Lavori? Sì? Perfetto, dacci dentro. Non lavori? Fuori dalle palle e lascia il posto a chi ha voglia di lavorare. Il modo di mantenerti, con la ricchezza aggiuntiva prodotta da chi ha preso il tuo posto riusciamo a pagarti il pasto caldo e la casa, ma almeno non intralci e rallenti il lavoro altrui… (ok, questo magari è estremo, ma è per rendere il concetto)

M2: Il concetto nel mio ufficio è diverso! Gli straordinari non sono pagati… E nel tempo “prestabilito” la maggior parte dei giorni non saremmo mai in grado di finire il lavoro! Non abbiamo molto da scegliere…

M1: Il problema di cui stiamo discutendo nasce a sua volta da un altro problema: la mancanza di meritocrazia. Tanti vengono messi a lavorare, con cariche più o meno basse, grazie a conoscenze, spinte, ecc. Con la gravissima conseguenza che il lavoro viene svolto malissimo e uno su due non fa niente così che certi soono costretti a lavorare il doppio.

Io: M2: E come azienda ricadete in quanto asserivo all’inizio: gli imprenditori/i manager non sono in grado di comprendere i carichi reali di lavoro e tendono a credere che i propri dipendenti non facciano una mazza (con le dovute ragioni che ho già esposto).

Il fatto è che, tanto, il lavoro da fare non finirà mai in quanto è un processo infinito. E seppure i task di lavoro sono fasi “finite”, quindi terminabili, è evidente che il task assegnato o predisposto sia eccessivo rispetto alla risorsa allocabile.

C’è un grande, enorme problema di risorse (economiche e/o umane)… L’errore dell’imprenditore/manager non può/deve ricadere sul sottoposto sennò dove sta il rischio dell’imprenditore? Dove sta la capacità di management?

M1: il problema meritocratico è alla base della situazione italiana… a qualunque livello (si pensi anche solo alla scuola…) – per ricollegarmi anche a quanto sostenevi prima sulla nostra classe dirigente

M2: No no secondo me ricade in una casistica diversa: chi comanda sa PERFETTAMENTE il carico reale di lavoro e risparmia sul personale in più, facendo fare a noi il lavoro che sfora l’orario. Ovviamente senza pagare gli straordinari per risparmiare ulteriormente.

M1: Non hai tutti i torti M2, è pur vero che ognuno tira l’acqua al suo mulino però loro non possono pretendere che tu sacrifichi la tua vita per l’azienda!!!

Io: Beh, M2, rientra in quella parte di imprenditoria che non accetta il rischio di impresa e, in Italia, sono assolutamente evidenti gli effetti di questa tipologia di imprenditori. Non dico di perdere tutti i soldi e rischiare il 100%, ma nemmeno un rischio che rasenti lo 0%…

Non fare gli straordinari – gli altri post

Non fare gli straordinari – parte 1

Non fare gli straordinari – parte 3

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2 Pensieri su &Idquo;Non fare gli straordinari! – parte 2 – #lavoro #straordinari #vita

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