Non fare gli straordinari! – parte 3 – #lavoro #straordinari #vita

Non fare gli straordinari al lavoro! Cambiamo mentalità. Tanto per cominciare, vediamo come è possibile iniziare a riprendersi il proprio tempo.

Chiaro esempio di giornata più lunga di 24 ore [fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Klippekort.jpg]

Chiaro esempio di giornata più lunga di 24 ore [fonte: http://it.wikipedia.org /wiki/ File:Klippekort.jpg]


Già, perché il tempo è tuo e non torna indietro; lavoro, azienda, riunioni, scadenze aziendali, consegne, URGENZE e così via… Tutto questo ci sarà sempre. Vai al lavoro e sono lì, vai a casa e sono lì, vai a dormire e sono ancora lì. Ed il mio “lì” vuol dire qualunque parte del mondo.Per esempio: il lavorare in emergenza, le cosiddette “urgenze”, non vi siete resi conto che sono la norma? Soprattutto nella realtà italiana, sia nel privato, sia, soprattutto, nel pubblico…

Una postilla per continuare ad invitarvi a non fare gli straordinari, prima di una traduzione di un testo che ho tratto da un altro sito: se tutto è urgente, cosa lo è davvero? Cosa cambia rispetto al lavoro “normale”?

Lascia prima il posto di lavoro

Navigando a destra e a manca alla ricerca di altre persone che, in un modo o nell’altro, la pensano come me riguardo agli straordinari al lavoro, sono capitato su questa pagina (http://www.theproductivitypro.com/FeaturedArticles/article00072.htm) di cui riporto direttamente la traduzione. Il titolo è “7 suggerimenti per lasciare prima l’ufficio“.

  1. Smetti di adeguarti alle regole sociali. Impegnati ad uscire dalla porta in orario. Chi ha deciso che devi lavorare fino alle 19:00? Quanto vale questo tempo che “tu stai consacrando perché sei un dipendente stipendiato e obbligato a fare tutto ciò che è necessario per finire il lavoro”?
  2. Incomincia le riunioni prima delle 16:00. Se hai una qualche voce in capitolo riguardo agli orari degli incontri, calendarizzali in maniera tale che terminino prima delle 16:30. Comincia le riunioni preferibilmente subito dopo pranzo. Chiudi la tua agenda a alle 16:00 ogni giorno della settimana cosicché le persone non possano organizzare con te. E non chiedere alle persone di cominciare progetti alle 16:45. Rispetta anche tu il loro diritto ad una vita.
  3. Sii risoluto. Non aver paura di dire agli altri:”esco dal lavoro alle 17:00, in orario, ogni giorno. Alle 17:30 ho degli impegni da rispettare”. Non sono affari degli altri il fatto che i tuoi impegni siano con te stesso o con la tua famiglia. La gente tende a sostenere coloro che rendono pubblici i propri obiettivi.
  4. Programma orari di ufficio fissi. Se hai un assistente, impedisci alcuni orari in determinati giorni della settimana così da poter ricevere appuntamenti. Per esempio lunedì, mercoledì e venerdì, ricevi gli appuntamenti dalle 9:00 alle 10:30 e dalle 14:00 alle 15:30. In questo modo non avrai contrattempi che si sovrapporranno all’orario in cui cercherai di lasciare l’ufficio.
  5. Preparati ad andartene. Prendi su il tuo cappotto e mettilo in un punto ben visibile cosicché gli altri capiscano che stai per andartente. Chiudi la porta pochi minuti prima dell’orario di uscita così la gente penserà che sei impegnato o che te ne sia già andato. Qualunque cosa vogliano, può aspettare domani.
  6. Metti alla prova le tue convinzioni. Gli straordinari non sono “così è” [la norma sociale intesa come “lo fanno tutti”, oppure “è la società che fa così, pertanto mi adeguo” n.d.f.]. Per ridurre il tuo senso di pressione legata al tempo, decidi di rivendicare la tua giornata, non lavorando più a lungo, ma finendo il tuo lavoro all’interno della giornata lavorativa. Non focalizzare sul “devo recuperare”. Non recupererai mai. Ci saranno sempre più cose da fare rispetto al tempo disponibile per farle. Essendo più produttivo durante il giorno, avrai prodotto la stessa quantità di lavoro e uscirai prima.
  7. Comincia piano. Prendi un singolo giorno, ad esempio il giovedì, che sia “il” giorno che uscirai in orario dall’ufficio. Per realizzare questa decisione, sarai automaticamente più produttivo di giovedì e lavorerai con più attenzione. Continua a lavorare sulle tue capacità produttive e aggiungi più giorni, finché non tornerai nuovamente a lavorare le tue 40 ore settimanali portando a casa risultati persino migliori.

Liberamente tradotto in italiano da Fabrizio Di Pietro

Laura M. Stack, MBA, CSP, is “The Productivity Pro”® and the author of Leave the Office Earlier. She presents keynotes and seminars on time management, information overload, and personal productivity. Contact her at 303-471-7401 or Laura@TheProductivityPro.com.

In sostanza, come emerso sia nel post introduttivo al discorso, sia nella chiacchierata su facebook legata all’inutilità degli straordinari, anche qui si evince come una miglior gestione del tempo disponibile ti possa liberare dalla convinzione che gli straordinari siano necessari.

Particolarmente interessante, tra le righe, il concetto di rispetto reciproco che ci deve assolutamente essere. Se sei un capo e leggi questo post: rispetta i tuoi subordinati, il loro tempo e la loro famiglia. Non pretendere che loro facciano gli straordinari ché, tanto, tu poi te ne vai… Inoltre, sempre se sei un capo, non credere che il lavoro possa finire: non mentire a te stesso.

Ho buttato un’occhiata molto rapida al resto del sito della signora (http://www.theproductivitypro.com), pare scriva libri o, comunque, eroghi perle di saggezza legate all’ottimizzazione del proprio lavoro. In sostanza ti va a dire: più qualità (sottointendendo “meno quantità”). Se qualcuno vuole approfondire… poi fatemi un riassunto :p

Non fare gli straordinari – gli altri post

Non fare gli straordinari – parte 1

Non fare gli straordinari – parte 2

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2 Pensieri su &Idquo;Non fare gli straordinari! – parte 3 – #lavoro #straordinari #vita

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