La differenza tra Noi expat e Voi non expat #Poletti #expat #nonExpat #levatiDaiPiedi

Poletti… Mio buon Giuliano… Le scuse non possono bastare.

E, stavolta, non possono bastare perché quella che hai detto non era una frase preparata, era esattamente il tuo pensiero. Non che io non cambi mai opinione eh?! Ma è estremamente raro che capiti nel giro di una giornata e, guarda caso, dopo essere stato duramente attaccato…

Giuliano Poletti

Giuliano Poletti – fonte: http://www.biennale.coop

Chiaramente non posso non tornare sulle tue improvvide parole sugli italiani all’estero (o expat), visto che faccio parte di quelli che si sono “levati dai piedi”. Dati i francesismi ultimamente utilizzati in politica mi sorprende non siano stati usati termini quali “fuori dalle palle” o “cavàti dai coglioni”. Grazie per avermi risparmiato almeno i turpiloqui.
Stavolta lo faccio in maniera più seria e non parodiando una splendida canzone di Lucio Dalla quale è L’anno che verrà.

È vero, in molti ti difendono per il fatto che tu abbia indicato solo alcuni expat dicendo:

Conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi.

Già, il Paese… Sai che si usava chiamarla Madre Patria? Dai, nonostante il tuo passato da compagno… anche tu avevi un’aspirazione verso una patria, probabilmente la Madre Russia in quel caso…
Comunque…
È Madre perché lei ti ha generato e fatto quello che sei, lì sei nato, lì sei vissuto e cresciuto. È parte di te e tu sei parte di lei. E una madre soffre sempre del distacco, magari con modi e tempi differenti, ma soffre sempre e comunque (quindi come, spesso, chi si trova all’estero soffre in qualche modo il distacco dalla Madre Patria, altrettanto sono convinto che la Madre Patria soffra il distacco di un proprio figlio).
(che poi è pure un po’ sessista sta cosa, eh?! Per me è pure un po’ Padre Patria e anche Nonno, Nonna, Fratello, Sorella… vabbe’…)

In qualunque caso, se anche la Madre Patria non dovesse soffrire il distacco verso tutti, saprai, però, che in mezzo a quei tutti c’è anche gente decisamente in gamba che è espatriata ed il Paese ne soffre pesantemente, soprattutto in termini economici e di ricadute occupazionali sul lungo periodo (tra un convegno e l’altro, saresti Ministro del Lavoro). Tu e chi ti difende… pensateci molto molto bene alle proporzioni, non solo ai numeri assoluti. Leggete bene i bilanci tra uscite ed entrate di ricercatori… Anche solo un elemento in più in uscita, data la situazione italiana, è già troppo.

Se 100mila giovani se ne sono andati dall’Italia, non è che qui sono rimasti 60 milioni di ‘pistola’

Vedi? Mi sembra sempre che si cerchi di creare fratture, spaccature, divisioni nette. È tanto gustoso e piacevole distinguere in Noi e Voi? Destra e sinistra? Gianni e Poinotto ecc.? Capisco sia una semplificazione, ma qui se ne sta abusando e, temo, si sia presa per assunto globale. Quasi non esistano le sfumature.
Proverò a giocare su questo terreno semplificato (il titolo è volutamente provocatorio, in quel senso).

Quello che sfugge a Voi (leggi pure “Voi” come “a te”) è che Noi expat (mi ci metto dentro anche se sono decisamente una new entry, con solo 14 mesi all’altro capo del pianeta) non abbiamo questo concetto di essere superiori; non ci autoproclamiamo crème dell’Italia, moderni eroi/esploratori illuminati alla conquista del pianeta per dare lustro alla propria Nazione; non consideriamo “pistola” nessuno di quelli che resta in Italia perché è rimasto, giustamente, a casa propria.

Al limite, personalmente, posso dare del pirla a qualcuno, ma non certo perché ha deciso di starsene a Milano invece che emigrare… non è un buon metro di distinzione tra pirla e non pirla. Sai quanti pirla ci sono a Sydney?! La sensazione è che la proporzione sia la stessa di Milano, Roma, Celenza Valfortore…
So che ci conosci principalmente grazie ai giornali e all’immagine lusinghiera che di Noi viene fatta. Effettivamente pare siamo tutti mezzi geni che fanno successo oltre confine. Ricercatori di grido. Designer di qualità eccelsa. Inventori senza limiti.

Ti svelo un piccolo segreto: non è così. Siamo esattamente gli stessi che eravamo quando abitavamo nelle nostre case in Italia. Designer, ingegneri, architetti, inventori, ricercatori, meccanici, studenti, casalinghi, muratori, piastrellisti, falegnami ecc. lo eravamo già al Nostro Paese.

In molti hanno deciso di affrontare un eventuale cambio di vita e ricominciare “dal basso”. Saprai più di me quanti hanno fatto/fanno il cameriere a Londra e quanti hanno dovuto/devono fare le farm in Australia… ogni tanto è necessità, ogni tanto è scelta: di certo non si può fare di tutta l’erba un fascio… Tanti, dall’altro verso, hanno investito parte dei guadagni, magari da cameriere, per elevare il proprio livello culturale ed economico iscrivendosi a corsi superiori di formazione (già, perché non viene guardato male un 50enne che va in università, o pigliato per i fondelli chi si iscrive dopo aver lavorato i primi anni né tantomeno giudicato chi ammette:”ho sbagliato, mi rimetto in gioco e mi faccio una vita diversa”. Anzi…)

Troviamo soddisfazione nella nostra scelta e nella nostra carriera ed esperienza di expat, ma non godiamo per le sofferenze di chi in Patria non trova lavoro. Tutt’altro! Ne soffriamo e ci incazziamo! E quando diciamo ”vienitene anche tu all’estero” lo facciamo perché ci illudiamo di poter “salvare” qualcuno dalle proprie disgrazie/sofferenze, non certo per disamore della nostra Nazione.

Siamo praticamente tutti in contatto con quella che, per sempre, È Casa nostra, la nostra Patria. Vuoi per i giornali (vatti a leggere la quantità di commenti scritti da expat sui giornali online); vuoi, per chi è più vicino all’Italia fisicamente, con la tv o la radio. Siamo nell’era di Internet, non ci impiega mesi ad arrivare una notizia qui in Australia e nemmeno una mail. Con Skype possiamo chiamare istantaneamente ogni punto del globo (ok, non proprio tutto: diciamo almeno quello occidentale).

Ah… e siamo felici per i successi altrui!

Ma, a differenza tua e di tanti commentatori che ho letto, sai una cosa? La differenza vera che può esserci tra me e chi è rimasto in patria? La differenza tra Noi e Voi sai qual è?

Ogni tanto il fuso orario, ogni tanto la latitudine, ogni tanto entrambi…

Noi siamo e saremo per sempre Italiani come Voi.

p.s.: Pubblico il post in anticipo rispetto a quanto pensassi perché domani è la vigilia di Natale e voglio fare qualcosina a tema, se riesco.

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Un pensiero su &Idquo;La differenza tra Noi expat e Voi non expat #Poletti #expat #nonExpat #levatiDaiPiedi

  1. Italiani anche fuori dall’Italia è giusto cosi e deve essere cosi, nessuno può smettere di essere figlio della propria madre neanche se ci si allontana

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