iPhone 5: un iCoso da mezzo punto di PIL #iPhone #iPhone5 #iCosi #PIL #iPhone10

Ho letto solo oggi una notizia del Corriere del 12 settembre; già perché, dal cliente presso cui passo più tempo, non so il motivo, ma riesco ad andare su Facebook, Twitter e tutto quel che si vuole, ma non accedo più al sito del Corriere: farà perdere troppo tempo? Boh?!

iPhone101

iPhone101

Dicevo che ho avuto modo di leggere solo oggi una notizia del Corriere datata 12/09/2012 in cui si sostiene che l’iPhone5 potrebbe valere un terzo/mezzo punto di PIL degli USA per il quarto trimestre 2012 e si mischia questa informazione con il fatto che la Foxconn (l’azienda che produce gli iCosi) inizierà a sfruttare studenti stagisti al posto di alcuni operai (pardon, allocare risorse umane) – probabilmente è la mossa vincente per calmierare il prezzo del nuovo melafonino i cui costi di produzione sono lievitati a 167$ più spicci… 37$ in più della vecchia versione. Continua a leggere

L’ennesimo iCoso nelle nostre tasche #iPhone #iPhone5 #Apple #iCosi

In Apple la gara si sposta sui centimetri, come i ragazzini delle medie col righello in mano…

iphone10 - credits

iphone10 – credits

Vabbe’, a parte le considerazioni personali sul colosso di Cupertino, cerco di parlare in maniera oggettiva (cosa che non mi riuscirà quasi del tutto) di questo nuovo prodigio, ricco di novità, della tecnologia Apple… ecco, lo sapevo che non sarei stato oggettivo -_-. Continua a leggere

OpenStreetMap ed Apple: addio a Google Maps #OSM #googlemaps #opendata

Cos’è Open Street Map? Ne ho parlato qualche tempo fa fornendo un’infarinatura generale su cosa fosse e su come funzionasse.

Ebbene, è notizia frersca fresca che Apple abbandona definitivamente le mappe di Google.

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OpenStreetMap: mappe stradali versione open #OSM

www.openstreetmap.org, seguendo questo indirizzo si giunge ad un sito in cui si possono creare e modificare le cartine stradali.

Su segnalazione di D. ho iniziato a interessarmi a Open Street Map e oggi voglio cercare di incuriosirvi un po’ su questo progetto open.

Cos’è Open Street Map?

Avete presente Google Maps, Bing Maps, Tutto Città ecc.? Ecco, ora se avete presente anche Wikipedia, pensate di mettere le due cose insieme e tirate fuori una mappa mondiale in perfetto stile 2.0, ovvero con contenuti generati dagli utenti, che segue la filosofia “open”.

Il sistema consente modifiche via browser attraverso un’interfaccia realizzata in Flash (tanto, tolto le “iCose mobile”, il plugin è installato ovunque), oppure attraverso un programma desktop (JOSM) sviluppato in Java (versione 1.6 o superiore). Continua a leggere

Anonymous: messaggio al Congresso degli Stati Uniti d’America (trad. ITA) #anonymous #USA #anon #SOPA #PIPA #nosiae

Stop Online Privacy Act (SOPA) e Protect IP Act (PIPA).

Questi i due nomi delle abominevoli leggi che consentirebbero alle autorità statunitensi di oscurare i siti responsabili di pirateria audiovisiva. Che male c’è a bloccare la pirateria, dato che è illegale? Nulla, non fosse che, all’atto pratico, queste leggi consentono la chiusura di un sito intero solo per una pagina contenente riferimenti a contenuto illegale. Per intenderci è sufficiente un link che indirizza ad un film e fine del gioco.

Per fare un esempio:

la nuova versione del PROTECT IP Act inserirebbe Facebook e YouTube nella lista dei siti votati alla condivisione illecita dei contenuti

(Fonte: http://punto-informatico.it/3319820/PI/News/protect-ip-act-scure-sugli-intermediari.aspx)

Ma oltre alle piattaforme di video-sharing o quelle che consentono l’embed dei contenuti di queste piattaforme, le cui dimensioni e quantità dati sono tali da non consentire il controllo tempestivo di ogni singolo filmato/contenuto, verrebbero colpite anche tutte quelle piattaforme tipo MegaUpload (ad oggi circa 26 petabyte – PB – di dati, ovvero 26000 TB, ovvero 26000000 di GB) in quanto contenitori di materiale illecito.

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Ciao Steve #SteveJobs #apple #morte

Morte. Attesa, ma pur sempre improvvisa.

Steve Jobs, il papà di Apple (e delle “i”), è morto.

Di tumore al pancreas si parla sempre poco, eppure è micidiale. Ciò che lo ha stroncato è stato proprio questo: un tumore al pancreas… a 56 anni.

Al di là del fanboysmo, Steve ha lasciato una scia notevole dietro di sé ed un segno marcato nel mondo contemporaneo, nelle abitudini e nel concetto di fruizione della tecnologia (aggiungendole quella chimera che i nerd leggono come “design”).

Con lui se ne va un pezzo di informatica, una parte di quel mondo creato a partire dagli anni ’70 che ha portato l’informatica ovunque.

“Stay Hungry. Stay Foolish”

Ciao.

— UPDATE —

In tutto ciò c’era troppo poco cinismo, sarcasmo e cattiveria, pertanto vedo di rimediare con un interessante link che ripercorre un po’ la storia e la vita di Steve Jobs in termini industriali, simile a quella di tanti capitalisti, per carità, ma che ne fa un ritratto vero, ma molto meno pubblicizzato.