Gruppo RES: finalmente online il nuovo sito #gruppores #res #sito #CMS

Finalmente, dopo 4 mesi e mezzo di sviluppo e 1 di test (e un po’ di giorni di pausa qua e là, ovviamente), il sito per Gruppo RES è online.

La richiesta era un remake completo del sito al fine di avere un sito dinamico ed ho optato per uno sviluppo ex-novo di un CMS specifico per la PMI che fosse specializzato nella creazione di siti di medie dimensioni, così da dotare RES (e i futuri clienti) di uno strumento semplice ed intuitivo che consentisse di gestire in piena autonomia le operazioni più comuni (modifica “al volo” delle pagine, creazione di pagine, gestione delle news e newsletter ecc…), con un occhio di riguardo, lato codice, al fattore SEO.

Ovviamente il sistema è perfettamente adattabile anche a piccoli siti (fino a 10 pagine), ma conto di estrarne una versione ancora più semplificata ed altrettanto leggera per quel genere di necessità.

Per questa volta, quindi, niente WordPress, né Joomla, Drupal o fratelli. Solo caro e buon vecchio codice artigianale dell'”Antica programmeria del corso” – leggi Milowa 🙂 (la “mia web agency” che non ha ancora un sito definito. Lo so, dovrei pensare anche al mio, ma va sempre a finire che do priorità ai clienti :s) – in quanto i suddetti CMS consentono un’ampissima libertà, ma sono corredati di troppi fronzoli rispetto all’uso effettivo che un’azienda necessita. In questa maniera ho lasciato un grado di libertà espressivo notevole (lato codice) senza inficiare la semplicità d’uso per gli amministratori del sito.

La versione caricata è, per ora, ancora in fase beta per quanto riguarda il lato amministratore. Conto in una versione definitiva una volta passato un certo periodo “pubblico”.

Al termine della beta e degli sviluppi per portare la versoine da 0.6 (attuale) a 1.0, dovrò anche scegliere un nome… suvvia, ci sono ancora un po’ di mesi per sistemare questo aspetto 🙂

In qualunque caso: ora si prosegue…

p.s.: finisce sotto “diario di un’avventura” perché questo è, a tutti gli effetti, un prodotto da rivendere di volta in volta, quindi cosa c’è di più avventuroso :D?

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Diario di un’avventura – nuova sezione

Ho deciso di scrivere una sorta di diario della mia avventura verso l’avvio di un’impresa (inizi, passaggi salienti, dubbi, problemi burocratici, organizzativi, successi, fallimenti ecc.): un po’ per aiutare (se mai dovesse risultare utile) chi vuole provare la stessa via, un po’ per confortare me stesso durante il tentativo e sentire pareri altrui, un po’ per avere uno storico di quanto fatto.

Per questo motivo decido di dedicare una sezione a parte per questo.

L’idea che da sempre mi balena in mente è quella di mettermi in proprio e penso che chiunque mi abbia conosciuto lo sapesse. Come intuibile dalle già (tante) altre volte in cui ne ho parlato, il progetto è legato indissolubilmente a Milowa.

Milowa sarà (è) una web agency che si occuperà (occupa) di sviluppo di applicativi web, siti internet, consulenza informatica a diversi livelli e si rivolge principalmente alla cosiddetta piccola media impresa (PMI).

Ho deciso di buttarmi in quest’avventura e buttarmici a capofitto per i prossimi sei mesi, quando vedrò l’esito degli sforzi che avrò profuso fino ad allora.

Grazie al cielo ho affianco delle persone meravigliose che mi sostengono, mi aiutano e mi sono di grande conforto ed aiuto morale.

Pensando un po’ a quanto ho passato mi viene da dire:

“Si va in scena. Aprite il sipario.”

#Accessibilità online: what else? – parte 4

SEO, SEM e motori di ricerca

SEO, SEM, SERP… sono termini che molti già conoscono, in ogni caso non sono altro che acronimi che hanno sempre a che fare con il posizionamento delle pagine internet sui motori di ricerca.

Come è chiaro che debba essere, quali sono i motori di ricerca su cui maggiormente un sito vuole apparire? Ovviamente i più usati e diffusi (Google, Yahoo! e Bing in primis).

Il come finire in un motore di ricerca e come salire in graduatoria non sono questioni che tratterò in questi post sull’accessibiilità  (un giorno, chissà, ne farò qualcuno specifico sui suddetti argomenti), però voglio spiegare perché è meglio fare un sito accessibile per questi fini.

Come ho spiegato nei post precedenti l’accessibilità ha tanti vantaggi sociali, umani, tecnici e così via. Fossero solo lì i vantaggi, però, sarebbero, di fatto, marginali o addirittura inutili dal punto di vista di un’azienda. Non è per cinismo – sono il primo a realizzare da anni siti accessibili – è per una mera constatazione dei fatti e della realtà: perché io (azienda) devo spendere il doppio, il triplo, una volta e mezzo… il prezzo di un sito per averlo accessbilie? Che ritorno ho?

Ok un ritorno di immagine perché perché l’azienda è vicina alle problematiche sociali: l’accessibilità non è una cosa “che si vede”, pertanto gli utenti privi di disabilità non riescono a cogliere questo aspetto sociale, quindi il ritorno di immagine non giustificherebbe l’investimento.

Un ritorno in numero di utenti a cui arriva l’esatta comunicazione: 1%? 2%? Qualcosina in più? Troppo pochi anche qui per convincere una società ad investire in accessibilità.

Un buon (ottimo) motivo, però, per cui un’azienda ha convenienza ad investire in accessibilità è dato dal fatto che, se accompagnato da un buon lavoro di SEM/SEO , l’accessibilità concorre a migliorare la scansione  e l’indicizzazione del sito.

Per essere precisi non è l’accessiblità in sè, bensì ciò che porta all’accessibilità: il codice ed i contenuti.

Questi infatti, come ricordato nei post precedenti riguardanti la semantica del codice e la semantica dei contenuti, rispettano regole standard di struttura che, guarda caso, sono molto vicine a quelle richieste da un motore di ricerca per intrufolarsi per bene a cercare nel sito. E se scrivo dei contenuti buoni, il motore di ricerca indicizza meglio i contenuti e porta a risultati più attinenti in fase di ricerca.

Che ritorno ha l’azienda che punta sull’accessibilità, a questo punto? Un ritorno intangibile nell’immediato, ma che sul medio termine (3/6 mesi) dà i suoi frutti. Il costo di una campagna pubblicitaria online, infatti, può diventare esoso (molto più di un sito accessibile) ed il ritorno non è per nulla scontato in quanto, online, la gente si fida del passaparola, di ciò che BigG gli sbatte lì come primo risultato, di quello che Bing propone come sito interessante o di quell’immagine rappresentativa data da Yahoo! a seguito di una ricerca.

I metodi di comunicazione tradizionali, qualcun(a) mi dice, non sono più molto validi…

Il fatto di posizionarsi nella prima pagina di Google è ciò a cui tutti ambiscono e, maggiormente, la prima posizione (che riceve circa il 40/50% dei click per una data stringa di ricerca). Ora: l’accessibilità, come il SEO e come tutte le tecniche varie, non sono il miracolo fatto realtà per cui anche se cerco “pterodattilo” finisco sul tuo sito che produce scope di saggina… semplicemente potrebbe essere che invece di dover cercare “Milowa” per finire sul mio sito, posso cercare “Web Agency” e trovarmelo in prima pagina… (se ci provate, come detto poco fa, non troverete Milowa – ahimé – però la trovate cliccandoci… ok, ok… la smetto con la pubblicità subdola 🙂 ).

Riprendendo un attimo le fila del discorso, concludo aggiungendo che l’accessibilità, per un’azienda, è sì un costo maggiore durante le prime fasi del progetto, però rende il progetto stesso più facilmente manutenibile da parte degli sviluppatori, pertanto riduce i costi di gestione  e manutenzione del lungo periodo.

Come si è potuto notare, quindi, un sito accessibile è di nuovo conveniente in quanto:

  1. offre maggiori possibilità di un buon posizionamento sui motori di ricerca
  2. riduce i costi di manutenzione e gestione sul lungo periodo

— continua —

Parte 1

Parte 2

Parte 3

Parte 5

Parte 6

Parte 7

Accessibilità online

Milowa su LinkedIn

Ok, mi sono dato un po’ da fare su LinkedIn, stasera:

  1. ho aggiornato il mio Twitter (puntava ancora a fdp_milowa quando, ora, è f_dipietro)
  2. ho aggiunto questo blog WordPress sulla mia pagina
  3. ho creato l’azienda Milowa (il link porta al profilo di LinkedIn)
  4. ho aggiornato il sito di Milowa aggiungedo al piè di pagina il badge col link al profilo di milowa su LinkedIn

Non c’è che dire: sono soddisfatto 🙂

Milowa lentamente cresce. Segui la sua evoluzione!

Pian pianino prendono forma le sezioni.

Ho aggiunto la sezione preventivi con due sottosezioni (per ora). L’idea ce l’ho molto ben chiara in mente, dovrò sfruttare le conoscenze di qualcun altro (…cun’altra…) qui affianco a me per scrivere i contenuti. Al momento riempio per i concetti che voglio debbano passare ed affinché i varii motori di ricerca inizino ad indicizzare un pochetto.

Passo dopo passo…

Back to Facebook, Milowa & co.

Ok, ho capito che non gliene frega praticamente nulla a nessuno di università, manifestazioni e quant’altro 🙂

L’interesse verso il post di ieri è stato praticamente nullo, pertanto torno a parlare di robaccia tecnologica e di idee, pensieri e sogni.

Sinceramente 3 visite per un tema di attualità (1/5 rispetto a post inerenti Milowa e fratelloni molto maggiori) sono pochine… mi sono bruciato quella piccola escalation dell’ultimo periodo. Signori miei da 20 a 3 c’è un salto enorme!!! Temo per le mie politiche di SEO/SEM :).

Domani, se mi ricordo/ho tempo/ho voglia, vedo di approfondire il discorso SEM/SEO per un doppio fine: capire se e quanto è possibile “portare su” un sito nel ranking di Google, Yahoo!, Bing & co; vedere se e quanto riesco ad aumentare il ranking di questo sito.

Esiste, ovviamente, anche un terzo fine: vedere quanto riesco a veicolare parte dei contatti di questo blog su altri siti (Milowa nello specifico, ovviamente :p).

Statistiche, Twitter, Facebook e costanza

In questi giorni, da quando ho ricominciato a scrivere un po’, ho tenuto sott’occhio le statistiche del blog.

Ho piacevolmente notato che c’è qualcuno o qualcosa (spider, crawler, bot ecc… roba da Google, Bing, Yahoo! e fratelli) che visita il blog esattamente quando pubblico qualcosa di nuovo. E ciò è buono.

Si vedono proprio dei picchi (non tanto eh… 14/16 visite/giorno) quando pubblico (quando non pubblico la media è 0/0,5 visite).

Questo mi conferma alcune cose:

  1. L’aggiornamento dei contenuti aumenta l’interesse
  2. Il rimbalzo su Twitter e su Facebook premiano più che l’assenza
  3. Se aggiornassi più spesso aumenterebbero le visite

L’attuale obiettivo principale, quindi, è riuscire ad essere più costante nella scrittura dei post, così da creare una base costante di visite (fossero pure una ventina al giorno); successivamente sarà fare un po’ di pubblicità al blog.

L’ideale, probabilmente, sarebbe tematizzare meglio i contenuti e settorializzarli. Vedrò.

Cosa fare successivamente, lo deciderò in base ai risultati di questa politica. L’obiettivo ultimo, comunque, vorrebbe essere quello di veicolare l’interesse verso me stesso e Milowa. Anche per questo ci sarà da vedere…

Scrivere su Facebook dal lavoro

Dopo tutto il lavoro di ieri, finalmente provo a mettere in pratica per qualcosa di decente tutti i rimbalzi a destra e a sinistra, ovvero: postare sul wall di Facebook dal computer di lavoro (su cui FB è bloccato).

Ho due possibili modi: scrivere su Twitter (il contenuto dei 140 caratteri viene spedito “così com’è” sul wall); scrivere su questo blog.

In questo secondo caso cosa succede? Ho collegato Twitter a WordPress (attraverso apposito widget) e su Twitter viene visualizzato il titolo del post ed una url breve per il rimando. Di conseguenza, essendo stato twittato qualcosa, questo qualcosa viene scritto anche sul wall di FB. In questo caso, quindi, sarà il titolo del post con il link per visitarlo.

Per collegare Twitter a Facebook ho semplicemente digitato nella casella di ricerca di Facebook “Twitter”. La prima app, quella col logo di Twitter, è quella buona. Collegati i due account, il gioco è fatto.

A questo punto non mi resta altro che collegarmi dal lavoro e pubblicare il draft. Al ritorno a casa potrò vedere se tutto ha funzionato.

Se tutto funziona (come dai test già effettuati), provo a cercare (o se non esiste, a creare) una piccola feature per Milowa per cui, per ogni aggiornamento, può essere creato automaticamente un post correlato da inviare automaticamente su WordPress.

O™

(SO™ttO™ lO™ scrivO™ nO™rmalmente.)

CO™s’è la O™? La O™ sarà il miO™ trademark. O™ megliO™, il trademark di Milowa (questO™ senza O™ perché cO™sì i mO™tO™ri di ricerca indicizzanO™ megliO™). Dall’anteprima si deduce la quasi tO™tale illeggibilità del testO™, ma, per cO™me lO™ stO™ scrivendO™, vuO™le essere, principalmente, un divertimentO™.

In tutta sincerità mi sentO™ un pO™’ bimbO™minchia, ma tant’è…

CO™munque, la O™ l’hO™ scelta in quantO™ tO™nda (quindi perfeziO™ne e tutti i pO™ssibili significati artistici del casO™), in quantO™ cerchiO™ sO™nO™ 360° ed il miO™ O™biettivO™ è quellO™ di pO™ter sO™ddisfare qualunque tipO™lO™gia di esigenza dei miei clienti.

Nella richiesta a 2Fdesign hO™ espressamente chiestO™ delle fO™glie perché, nella mia testa, hannO™ più significati legati alle diverse espressiO™ni che avrà Milowa (SalmonWeb, sitO™ nO™rmale, lavO™ri sia O™nline che O™ffline ecc…). Milowa, infatti, resterà il trO™ncO™ dell’alberO™ dei servizi e da quell’unica realtà si settO™rializzerannO™ i diversi servizi e le diverse iniziative.

Le fO™glie e la O™, quindi, nO™n sO™nO™ altrO™ che l’espressiO™ne di cO™mpletezza che mi piacerebbe far passare agli O™cchi dei visitatO™ri e/O™ dei clienti.


Cos’è la O™? La O™ sarà il mio trademark. O meglio, il trademark di Milowa (questo senza O™ perché così i motori di ricerca indicizzano meglio). Dall’anteprima si deduce la quasi totale illeggibilità del testo, ma, per come lo sto scrivendo, vuole essere, principalmente, un divertimento.

In tutta sincerità mi sento un po’ bimbominchia, ma tant’è…

Comunque, la O™ l’ho scelta in quanto tonda (quindi perfezione e tutti i possibili significati artistici del caso), in quanto cerchio sono 360° ed il mio obiettivo è quello di poter soddisfare qualunque tipologia di esigenza dei miei clienti.

Nella richiesta a 2Fdesign ho espressamente chiesto delle foglie perché, nella mia testa, hanno più significati legati alle diverse espressioni che avrà Milowa (SalmonWeb, sito normale, lavori sia online che offline ecc…). Milowa, infatti, resterà il tronco dell’albero dei servizi e da quell’unica realtà si settorializzeranno i diversi servizi e le diverse iniziative.

Le foglie e la O™, quindi, non sono altro che l’espressione di completezza che mi piacerebbe far passare agli occhi dei visitatori e/o dei clienti.

milowa trademark

O™ - Milowa trademark