SEO & Reblog: tentativi estremi #seo #reblog #wordpress #tentativi

A proposito del piccolo esperimento legato a SEO e reblog che sto conducendo, oggi volevo tentare una pratica estrema per rispondere a questa mia domanda: posso fare il reblog di un mio post?

Si pronuncia Aigor - 5° in classifica

Si pronuncia Aigor – 5° in classifica

Per fare il tentativo avevo deciso di effettuare il reblog del post dell’esperimento. Continua a leggere

Qual è il ritorno dei reblog in termini di SEO e visite? #wordpress #reblog #SEO #visite

Ho notato che ci sono molti wordpress che si basano quasi esclusivamente sul reblog di contenuti generati da altri. Mi sono chiesto più volte quanto questa tecnica aiuti la popolarità del proprio blog e il ritorno in termini di SEO per le singole pagine.

Si pronuncia Aigor - 5° in classifica

Si pronuncia Aigor – reblog e SEO. Cominciamo i test.

Se da un lato la generazione di contenuti garantisce quel fattore di originalità che interessa agli utenti e a Google rispetto a qualcosa di “già letto”, dall’altro generare contenuti è lungo e oneroso in termini di tempo e di ricerca.

Reblog e SEO, alcune considerazioni

Scorrendo le classifiche dei top blog di WordPress si trovano diversi blog che effettuano reblogging, ovvero: leggo il post di un blogger, premo il pulsantino “Reblog” se c’è e, per magia, il post è visibile sul mio blog con tanto di titolo, immagine e quant’altro sia stato impostato nei vari parametri. Continua a leggere

Propositi del Fabrizio Di Pietro blogger per il nuovo anno. #fabrizio #f_dipietro #blog #propositi

Prima di tornare a parlare di informatica, di economia, di politica e di tutte queste amenità, faccio un ultimo post personale, prettamente bloggevole e parzialmente legato a concetti di marketing e relativo agli obiettivi che mi pongo per quest’anno con questo blog, il caro buon vecchio “si pronuncia aigor”.

  1. mantenere una media di 3750 visite al mese, raggiungendo le 45000 visite entro la fine del 2012 (triplicando, così, le visite di quest’anno)
  2. incrementare i contatti in ingresso dalle attività sociali (gradirei un 5% di media da Facebook e da Twitter) – questo sarà difficilissimo O_O
  3. rafforzare il posizionamento su Google migliorando la mia web reputation
  4. rafforzare il brand “sipronunciaaigor”
  5. rafforzare il mio personal brand “Fabrizio Di Pietro
  6. (opzionale) avere altre due mani per potenziare la frequenza di pubblicazione
  7. (potenziale) introdurre una pubblicità

Questo in cosa si traduce? Continua a leggere

Manca poco e raggiungo l’obiettivo annuale di 15000 visite #obiettivi #post #wordpress #visite #SEO

Ultimamente sto avendo difficoltà a scrivere post sul blog poiché richiede sempre più tempo starci dietro (visti anche i frequenti cambi a livello decisionale in termini politico-economici e la carenza di una certa quantità di informazioni pubblicabili inerenti al mio lavoro) ed il tempo è una risorsa di cui, in questo periodo, non dispongo a piene mani, anzi…

C’è, però, un dato che mi sta riempiendo di gioia ogniqualvolta ricontrollo il blog: sotto l’aspetto delle visite, ormai, quasi vive di vita propria.

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Buon ferragosto! Post 99: cosa scrivere al prossimo post? #post #blog #ferragosto #dilemmi

Oggi è ferragosto, pertanto comincio col farvi gli auguri e con la speranza che vi possiate godere i fuochi d’artificio (se nel vostro comune/provincia li hanno organizzati). Spero grandi, nonostante la crisi, in quanto, soprattutto in periodi come questo, c’è bisogno di un po’ di svago: alla fine dei conti è il 15 di agosto, no? Della crisi già ci tartassano tutti i giorni…

Questo è un post di interrogativi rivolti a voi.

In prima battuta, come passerete la giornata? Molti la cominciano andando a messa, molti vanno in giro per ristoranti con la famiglia, molti se ne vanno in spiaggia, molti si fanno una scampagnata in compagnia degli amici e molti restano a casa: voi cosa farete? Fate qualcosa di diverso?

Inoltre scrivo per dirvi che questo è il novantanovesimo post ed il prossimo sarà il centesimo. Da tempo già mi interrogavo su cosa avrei potuto scrivere al centesimo post e, una volta arrivato alla sua soglia, ancora non lo so.

Vorrei poter scrivere qualcosa di bello, di profondo, di pregno di significato. Qualcosa che voglia effettivamente significare qualcosa per chi lo viene a leggere.

Col centesimo non mi interessa scalare la classifica di Google o di Bing, come invece mi interessa fare con gli altri. Non scriverò con occhi di riguardo a SEO, SEM e cose simili.

Voi cosa vi aspettate che io scriva? Cosa vorreste che io scrivessi?

Un racconto? Una cosa nerd? Un messaggio, un augurio, una ricetta, una storia di vita…?

Lo chiedo a voi che mi leggete ogni volta che pubblico qualcosa di nuovo, siete il mio zoccolo duro del blog, quelli per cui, alla fin fine, mi metto lì e scrivo. Ogni post è, in pratica, una dedica ad ognuno di voi, un po’ per mostrare quello che non riesco ad esprimere a voce, un po’ per sentirmi vicino a voi anche quando non riesco ad esserlo o quando non lo posso essere (volente o nolente).

Non mi interessa che vi firmiate, né, tantomeno, che lo scriviate nei commenti (se non volete).

La mia mail ed il mio numero di telefono li sapete, potete anche decidere di scrivermi un sms o una mail.

E se voleste restare completamente anonimi, aprite un nuovo account di posta elettronica (hotmail, email, gmail, tiscali…)  e mandatemi una mail anonima…

Sono davvero interessato a capire cosa vi piacerebbe leggere…

Cosa vi piacerebbe sentirvi dire? Cosa può dirvi un (arido) informatico come me?

Di nuovo BUON FERRAGOSTO!!!

 

— UPDATE 15/08/2012 —

Leggi gli auguri di buon ferragosto 2012

#Accessibilità online: what else? – parte 7

Concludo, con il settimo capitolo, questo ciclo di brevi articoli che ho voluto dedicare all’accessibilità.

In che modo concludo? Semplicemente riassumendo i vantaggi che l’accessibilità porta e, riprendendo il commento di Dani al primo post, portando ad esempio la Mozilla Foundation.

Accessibilità online: vantaggi

Suddividiamo immediatamente i campi in cui si possono ottenere dei vantaggi seguendo le norme legate all’accessibilità:

  • Sociale
  • Tecnico
  • Immagine e comunicazione
  • Economico

Accessibilità: vantaggi sociali

  1. Riduzione delle barriere (quindi punto 2)
  2. Maggiore uguaglianza (quindi punto 3)
  3. Minori discriminazioni (quindi punto 4)
  4. Migliore integrazione tra le persone

Accessibilità: vantaggi tecnici

  1. Elevata manutenibilità
  2. Migliore usabilità
  3. Elevata qualità del codice
  4. Conformità agli standard internazionali
  5. Minori problemi di cross-browsing e simili
  6. Leggibilità sia visiva (uomo), che automatizzata (crawler e/o brwoser testuali)

Accessibilità: vantaggi di immagine ed efficacia della comunicazione

  1. Azienda / società / prodotto / sito “amico” delle fasce più deboli o disagiate
  2. Comunicazione rivolta al 100% dei potenziali utenti
  3. Comunicazione su misura per il 100% degli utenti raggiunti
  4. Migliore scorrevolezza nei contenuti
  5. Migliore indicizzazione sui motori di ricerca (Google, Bing, Yahoo! ecc.) (quindi punto 6)
  6. Miglior posizionamento nei motori di ricerca (SEO…)
  7. Il rispetto della semantica proietta il sito verso il web 3.0

Accessibilità: vantaggi economici

  1. Riduzione dei costi di gestione e di manutenzione sul lungo periodo
  2. Riduzione delle spese di advertising online legate al SEM per determinate parole chiave
  3. Possibilità di inserirsi in mercati (per ora) poco considerati o considerati solo marginalmente (quindi punto 4)
  4. Ritagliarsi una posizione di vantaggio rispetto ai concorrenti in quanto “chi primo arriva, meglio alloggia” (giusto per capirsi…)
  5. Miglior ROI (considerati gli investimenti in comunicazione)

Ma, alla fine di tutto, perché dovrei puntare sull’accessibilità? Chi punta sull’accessibilità? Rischio solo io?

Beh, in tutta sincerità: no, non rischi solo tu. Un esempio su tutti può essere dato dalla Mozilla Foundation, la cui missione (sì, ok è mission, ma preferisco in italiano) ed il cui manifesto sottolineano l’importanza che hanno dato, danno (e quasi certamente continueranno a dare) all’accessiblità. Si pensi che il rispetto degli standard (che implica accessibilità) ha portato il browser di Mozilla (Firefox) a far crollare in pochi anni il predominio indiscusso di Internet Explorer (6.0) che aveva conquistato il 90% e passa del mercato: un esempio di investimento cospicuo e ben direzionato che ha portato un elevato ritorno.

In definitiva… accessibilità online: what else?

— FINE —

Parte 1

Parte 2

Parte 3

Parte 4

Parte 5

Parte 6

a breve estrarrò un documento di testo  – in vari formati – da quanto scritto e  lo caricherò così da non dover faticare, se interessati, tra le pagine del blog e per avere il tutto immediatamente sotto mano

Accessibilità online

#Accessibilità online: what else? – parte 4

SEO, SEM e motori di ricerca

SEO, SEM, SERP… sono termini che molti già conoscono, in ogni caso non sono altro che acronimi che hanno sempre a che fare con il posizionamento delle pagine internet sui motori di ricerca.

Come è chiaro che debba essere, quali sono i motori di ricerca su cui maggiormente un sito vuole apparire? Ovviamente i più usati e diffusi (Google, Yahoo! e Bing in primis).

Il come finire in un motore di ricerca e come salire in graduatoria non sono questioni che tratterò in questi post sull’accessibiilità  (un giorno, chissà, ne farò qualcuno specifico sui suddetti argomenti), però voglio spiegare perché è meglio fare un sito accessibile per questi fini.

Come ho spiegato nei post precedenti l’accessibilità ha tanti vantaggi sociali, umani, tecnici e così via. Fossero solo lì i vantaggi, però, sarebbero, di fatto, marginali o addirittura inutili dal punto di vista di un’azienda. Non è per cinismo – sono il primo a realizzare da anni siti accessibili – è per una mera constatazione dei fatti e della realtà: perché io (azienda) devo spendere il doppio, il triplo, una volta e mezzo… il prezzo di un sito per averlo accessbilie? Che ritorno ho?

Ok un ritorno di immagine perché perché l’azienda è vicina alle problematiche sociali: l’accessibilità non è una cosa “che si vede”, pertanto gli utenti privi di disabilità non riescono a cogliere questo aspetto sociale, quindi il ritorno di immagine non giustificherebbe l’investimento.

Un ritorno in numero di utenti a cui arriva l’esatta comunicazione: 1%? 2%? Qualcosina in più? Troppo pochi anche qui per convincere una società ad investire in accessibilità.

Un buon (ottimo) motivo, però, per cui un’azienda ha convenienza ad investire in accessibilità è dato dal fatto che, se accompagnato da un buon lavoro di SEM/SEO , l’accessibilità concorre a migliorare la scansione  e l’indicizzazione del sito.

Per essere precisi non è l’accessiblità in sè, bensì ciò che porta all’accessibilità: il codice ed i contenuti.

Questi infatti, come ricordato nei post precedenti riguardanti la semantica del codice e la semantica dei contenuti, rispettano regole standard di struttura che, guarda caso, sono molto vicine a quelle richieste da un motore di ricerca per intrufolarsi per bene a cercare nel sito. E se scrivo dei contenuti buoni, il motore di ricerca indicizza meglio i contenuti e porta a risultati più attinenti in fase di ricerca.

Che ritorno ha l’azienda che punta sull’accessibilità, a questo punto? Un ritorno intangibile nell’immediato, ma che sul medio termine (3/6 mesi) dà i suoi frutti. Il costo di una campagna pubblicitaria online, infatti, può diventare esoso (molto più di un sito accessibile) ed il ritorno non è per nulla scontato in quanto, online, la gente si fida del passaparola, di ciò che BigG gli sbatte lì come primo risultato, di quello che Bing propone come sito interessante o di quell’immagine rappresentativa data da Yahoo! a seguito di una ricerca.

I metodi di comunicazione tradizionali, qualcun(a) mi dice, non sono più molto validi…

Il fatto di posizionarsi nella prima pagina di Google è ciò a cui tutti ambiscono e, maggiormente, la prima posizione (che riceve circa il 40/50% dei click per una data stringa di ricerca). Ora: l’accessibilità, come il SEO e come tutte le tecniche varie, non sono il miracolo fatto realtà per cui anche se cerco “pterodattilo” finisco sul tuo sito che produce scope di saggina… semplicemente potrebbe essere che invece di dover cercare “Milowa” per finire sul mio sito, posso cercare “Web Agency” e trovarmelo in prima pagina… (se ci provate, come detto poco fa, non troverete Milowa – ahimé – però la trovate cliccandoci… ok, ok… la smetto con la pubblicità subdola 🙂 ).

Riprendendo un attimo le fila del discorso, concludo aggiungendo che l’accessibilità, per un’azienda, è sì un costo maggiore durante le prime fasi del progetto, però rende il progetto stesso più facilmente manutenibile da parte degli sviluppatori, pertanto riduce i costi di gestione  e manutenzione del lungo periodo.

Come si è potuto notare, quindi, un sito accessibile è di nuovo conveniente in quanto:

  1. offre maggiori possibilità di un buon posizionamento sui motori di ricerca
  2. riduce i costi di manutenzione e gestione sul lungo periodo

— continua —

Parte 1

Parte 2

Parte 3

Parte 5

Parte 6

Parte 7

Accessibilità online

#Accessibilità online: what else? – parte 1

PREFAZIONE

Il post sarà suddiviso in più parti in quanto potrebbe diventare lungo.

Provvederò ad updatare ogni post di questa serie di volta in volta aggiungendo i link agli altri.

Lo sfrutto, inoltre, per inaugurare una categoria che nerdizzerà il mio blog: “In provincia di HTML”. Questa sezione conterrà tutto quanto mi andrà di scrivere su una parte di quello che considero “il mio mondo”: HTML; CSS; JavaScript. La restante parte (linguaggi dinamici, database ecc.) non so se entrerà mai qui… chi lo sa?

Accessibilità online: what else?

Altre che Nespresso, qua ci vogliono almeno due o tre tazzine di accessibilità online al giorno.

Parlo avendo l’estrema fortuna di non avere bisogno di strumenti aggiuntivi per navigare online, per scrivere sul mio pc o per leggere quanto scritto su un monitor (né necessità analoghe nel “modo reale” – qualcuno, prima o poi, mi dirà perché “reale”: internet non è reale??? Vabbe’…)

Senza divagare, però, torniamo all’argomento base: due o tre tazzine di accessibilità al giorno fanno bene. Lo sostengono anche i medici.

Un sito fatto interamente in flash è figo, funzionale, bellissimo ed attrae tantissimo. Vero.

Peccato, però, che generalmente pesi tanto (in KB/MB), non venga “letto” dai motori di ricerca (a meno di usare particolari accorgimenti) e, a meno dell’utilizzo degli stessi accorgimenti di cui poc’anzi, non viene letto nemmeno dalle persone con determinate disabilità.

Un sito realizzato esclusivamente a tabelle è semplice e rapido da fare per chi non capisce un’acca di HTML ed altrettanto semplice e rapido per un webmaster che, si spera, di HTML ne capisce un po’ di più. Vero.

Peccato, però, che un dato tabulare è una cosa, l’uso delle tabelle come rappresentazione di dati (che con delle tabelle non hanno nulla a che vedere) è altro. Semantica, signori miei! Semantica! Continuiamo, poi, a non considerare le persone che, magari, non ci vedono e ti sfido io a capire che cavolo di contenuti ha una pagina quando il sito è fatto con <table> <tr> e <td> avendo a disposizione soltanto uno strumento che, all’atto pratico, legge e traduce a parole il codice…

Accessibilità: questa sconosciuta

In termini concreti, però, cos’è l’accessibilità?

Un contenuto è accessibile quando può essere usato da qualcuno con una disabilità

(trad. di html.it da http://www.w3.org/TR/WCAG10/)

In termini ancora più semplici: hai un contenuto? Chiunque dev’essere in grado di usarlo.

Perché chiunque se nel documento del WCAG 1.0 parlano di disabilità? Per un motivo abbastanza semplice e lapalissiano: chi non è disabile non è costretto a vincoli come un disabile, pertanto la condizione di disabilità è restrittiva rispetto al problema. Se vengono assolti i vincoli di accessibilità ai contenuti legati alla disabilità, in quanto condizione restrittiva, vengono automaticamente assolti i vincoli meno stringenti dati dalla condizione di “normalità” (mi venga passato il termine).

Anche solo da questa fase possiamo già evincere un primo set di vantaggi:

  1. Maggior uguaglianza: non esistono limiti dettati dalla condizione fisica di una persona per fruire dei contenuti
  2. Vantaggi sociali: essendoci meno diseguaglianze il tessuto sociale ed i rapporti interpersonali ne guadagnano
  3. Efficacia della comunicazione: il messaggio che fai passare sul tuo sito è potenzialmente percepito da un numero più ampio di utenti che lo visitano (invece di poter essere consultato da 99 visitatori su 100, perché uno non riesce ad usufruire del contenuto, può essere usato da 100/100 dei visitatori)

— continua —

Parte 2

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Parte 7

Accessibilità online

SEO, statistiche e quant’altro

Ho avuto la conferma definitiva di quanto dicevo la scorsa volta: devo scrivere più spesso.

Ho intenzionalmente evitato di scrivere qualcosa nel fine settimana (il prossimo tenterò un paio di pubblicazioni) per vedere l’effetto sulle statistiche. Sono stato, invece, un po’ troppo impegnato ieri per farlo :-p

Gli effetti, comunque, sono stati quelli previsti: nessuna visita sabato, una domenica, nessuna ieri.