OpenStreetMap ed Apple: addio a Google Maps #OSM #googlemaps #opendata

Cos’è Open Street Map? Ne ho parlato qualche tempo fa fornendo un’infarinatura generale su cosa fosse e su come funzionasse.

Ebbene, è notizia frersca fresca che Apple abbandona definitivamente le mappe di Google.

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Protocolli di Autenticazione web: SAML 2.0 #authentication #saml #siglesignon

Inauguro i miei articoli su sipronunciaaigor con una introduzione ai protocolli di autenticazione in ambito web, ed in particolare il protocollo SAML (Security Assertion Markup Language).

Cos’è un protocollo di autenticazione sul web?

Innanzitutto cos’è un protocollo di autenticazione sul web? A cosa serve? Che vantaggi comporta?

Un protocollo di autenticazione in ambito web definisce la struttura dei messaggi che devono essere scambiati tra diversi attori per completare l’autenticazione utente in maniera affidabile e protetta. Continua a leggere

OpenStreetMap: mappe stradali versione open #OSM

www.openstreetmap.org, seguendo questo indirizzo si giunge ad un sito in cui si possono creare e modificare le cartine stradali.

Su segnalazione di D. ho iniziato a interessarmi a Open Street Map e oggi voglio cercare di incuriosirvi un po’ su questo progetto open.

Cos’è Open Street Map?

Avete presente Google Maps, Bing Maps, Tutto Città ecc.? Ecco, ora se avete presente anche Wikipedia, pensate di mettere le due cose insieme e tirate fuori una mappa mondiale in perfetto stile 2.0, ovvero con contenuti generati dagli utenti, che segue la filosofia “open”.

Il sistema consente modifiche via browser attraverso un’interfaccia realizzata in Flash (tanto, tolto le “iCose mobile”, il plugin è installato ovunque), oppure attraverso un programma desktop (JOSM) sviluppato in Java (versione 1.6 o superiore). Continua a leggere

Censura: la Bielorussia dichiara illegali alcuni comportamenti sul Web #censura #bielorussia #illegalità #317-3

Oggi riporto una mia traduzione di un articolo a cura si Zoe Fox su Mashable (reperibile, in inglese, su Mashable). Come si può notare la tentazione di limitare la libertà di espressione e di usare la censura come mezzo di controllo, ogni tanto, riesce in pieno (Cina docet) e fa proseliti (in questo caso la Bielorussia).

A new law in Belarus will restrict access to foreign websites, and will require Internet cafes and clubs to report users who visit forbidden pages.

The Eastern European country’s law (Improvements to the Usage of the National Segment of the Internet, law number 317-3), goes into effect Friday — censorship making it illegal to conduct ecommerce with Belarusian citizens through sites outside the country’s .by domain name.

All companies and individuals registered as entrepreneurs in Belarus must use the national portal for conducting business, providing services and exchanging email, explains the Library of Congress in an online post. That means citizens are restricted from buying from Amazon or the Apple Store, and selling on eBay, among many other sites.

The law’s restrictions don’t stop without banning “extremist” and “pornographic” sites.

Citizens caught breaking the new law — as well as those providing Internet connection to people breaking the law — can be punished with fines of up to 1 million Belarus rubles (about $125) by the tax authorities, police and secret police.

Both the U.S. and the UK have condemned President Alexander Lukashenko’s repression of his political opponents, restricted travel to the country, and frozen assets channeled to the government, the BBC reports.

Do you think Belarus is helping its economy by keeping ecommerce on its own domain sites or is it hurting itself by restricting foreign business?

Una nuova legge in Bielorussia limiterà l’accesso ai siti stranieri e chiederà agli Internet cafè e ai club di denunciare quegli utenti che visiteranno le pagine proibite.

La legge dello stato dell’est Europa (Miglioramenti sull’uso del settore nazionale di internet, legge numero 317-3) entrerà in vigore venerdì [06/01/2012 – ndf] – la censura renderà illegale l’acquisto via e-commerce su siti al di fuori del dominio .by [top level domain della Bielorussia – ndf], da parte dei cittadini Bielorussi.

Tutte le compagnie e tutti i soggetti registrati come imprenditori in Bielorussia, dovranno usare il portale nazionale per fare affari, erogare servizi e scambiare e-mail. Spiega il Liobrary of Congress in un post online:”Questo significa che i cittadini subiranno delle restrizioni sugli acquisti su Amazon, gli Apple Store e sulle vendite su eBay e molti altri siti.

Le restrizioni imposte dalla legge non terminano senza prima bannare i siti “estremisti” e “pornografici”.

I cittadini scoperti ad infrangere la nuova legge – così come coloro che mettono a disposizione la connessione internet ai fuorilegge – potranno essere puniti con multe fino a 1 milione di rubli Bielorussi (circa 125$) dagli esattori fiscali, la polizia e la polizia segreta.

Sia gli Stati Uniti d’America che il Regno unito hanno condannato la politica repressiva del presidente Alexander Lukashenko verso i propri oppositori politici, le restrizioni ai viaggi nello stato e al congelamento degli asset controllati dal governo (qui il link all’articolo della BBC).

Pensate che la Bielorussia stia aiutando la propria economia mantenendo sotto il proprio dominio di primo livello i siti di e-commerce o si sta tirando la zappa sui piedi limitando gli affari con l’estero?

(trad: Fabrizio Di Pietro – Sipronunciaaigor)

Personalmente credo che ogni limitazione alla libertà di espressione attuale su internet sia deleteria, nel medio-lungo periodo, per chi la impone.